Sopra le cose, e le facea mutare,

Quell'arco comparìa splendido tanto,

Che assai da lunge si potea mirare,

Talchè il nocchier col legno mezzo infranto

Urtava ancor con le tempeste ardito,

Su la speranza del porto e del lito.

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Nel mezzo al porto poi di dolce umore

V'era una fonte che gettava in alto,

E rallegrava ai riguardanti il core: