Da. Si, voglio in malora, ed ella, e la fante, e la gatta, e chiunque vi è. Va', se tu hai a far altro; io andrò in casa, e per l'orto la farò venire or ora.

Ni. Ora m'è costui amico; ora andranno le cose bene. Ohimè, ohimè! che romore è quel ch'io sento in casa?

[IV. 7]

DORIA, NICOMACO.

Do. Io son morta, io son morta. Fuggite, fuggite. Toglietele quel coltello di mano; fuggitevi, Sofronia.

Ni. Che hai tu, Doria? Che ci è?

Do. Io son morta.

Ni. Perché sei tu morta?

Do. Io sono morta, e voi spacciato.

Ni. Dimmi quel che tu hai.