Do. Io non posso per l'affanno. Io sudo, fatemi un poco di vento col mantello.
Ni. Deh! dimmi quel che tu hai; ch'io ti romperò la testa.
Do. O padrone mio, voi siete troppo crudele!
Ni. Dimmi quel che tu hai, e qual romore è in casa.
Do. Pirro aveva dato l'anello a Clizia, ed era ito ad accompagnare il notaio infino all'uscio di dietro: ben sai che Clizia, da non so che furore mossa, prese un pugnale, e tutta scapigliata, tutta furiosa, grida: Ov'è Nicomaco? Ove Pirro? Io li voglio ammazzare. Cleandro, Sofronia, tutti noi la volemmo pigliare e non potemmo. La s'è arrecata in un canto di camera, e grida che vi vuole ammazzare in ogni modo; e per paura chi fugge là e chi qua. Pirro s'è fuggito in cucina, e si è nascosto dietro alla cesta de' capponi: io sono mandata qui per avvertirvi che voi non entriate in casa.
Ni. Io sono misero di tutti gli uomini. Non si può egli trarle di mano il pugnale?
Do. No per ancora.
Ni. Chi minaccia ella?
Do. Voi e Pirro.
Ni. Oh, che disgrazia è questa! Deh! figliuola mia, io ti prego che tu torni in casa, e con buone parole vegga che se le cavi questa pazzia del capo e che la ponga giù il pugnale; ed io ti prometto ch'io ti compererò un paio di pianelle e un fazzoletto. Deh! va', amor mio.