Si. Come?

Ca. Tu conosci Ligurio, che viene continuamente a mangiar meco. Costui fu già sensale di matrimonii, dipoi s'è dato a mendicare cene e desinari. E perché egli è piacevole uomo, Messer Nicia tien con lui una stretta dimestichezza, Ligurio l'uccella; e benché noi meni a mangiare seco, li presta alle volte danari. Io me lo son fatto amico, e li ho comunicato il mio amore; lui mi ha promesso d'aiutarmi con le mane e co' piè.

Si. Guardate che non v'inganni: questi pappatori non sogliono avere molta fede.

Ca. Egli è el vero. Nondimeno, quando una cosa fa per uno, si ha a credere quando tu gliene comunichi, che ti serva con fede. Io gli ho promesso, quando e' riesca, donargli buona somma di danari; quando non riesca, ne spicca un desinare e una cena, che ad ogni modo non mangerei solo.

Si. Che ha egli promesso infino a qui di fare?

Ca. Ha promesso di persuadere a Messere Nicia che vada con la sua donna al bagno in questo maggio.

Si. Che è a voi cotesto?

Ca. Che è a me? Potrebbe quel luogo farla diventare d'un'altra natura, perché in simili lati non si fa se non festeggiare. E io me ne andrei là, e vi condurrei di tutte quelle ragioni piaceri, che io potessi, né lascerei indrieto alcuna parte di magnificenzia; fare' mi familiare suo e del marito. Che so io? Di cosa nasce cosa, e il tempo la governa.

Si. E' non mi dispiace.

Ca. Ligurio si partì questa mattina da me, e disse che sarebbe con Messer Nicia sopra questa cosa, e me ne risponderebbe.