Ni. Tu di' ben a dire per me. Io arò una gran consolazione che tu l'abbia.
Eust. Ecco le borse e la sorte.
Ni. Da' qua. Questa che dice? Clizia. E quest'altra? È bianca. Sta bene. Mettile in questa borsa di qua. Questa che dice? Eustachio. E quest'altra? Pirro. Ripiegale, e mettile in quest'altra. Serrale, tienvi su gli occhi, Pirro, che non ci andasse nulla in capperuccia; e'ci è chi sa giocar di bagatelle.
Sofr. Gli uomini sfiduciati non sono buoni.
Ni. Son parole coteste: tu sai che non è ingannato se non chi si fida. Chi vogliamo noi che tragga?
Sofr. Tragga chi ti pare.
Ni. Vien qua, fanciullo.
Sofr. E' bisognerebbe che fusse vergine.
Ni. O vergine, o no, io non vi ho tenute le mani. Trai di questa borsa una polizza, dette che io arò certe orazioni: O Santa Apollonia, io prego te e tutti i santi e le sante avvocate de' matrimoni, che concediate a Clizia tanta grazia che di questa borsa esca la polizza di colui che sia per essere più a piacere nostro. Trai col nome di Dio. Dalla qua. Ohimè, io sono morto! Eustachio.
Sofr. Che avesti? O Dio, fa' questo miracolo, acciocché costui si disperi.