—Non so; non mi pare.
—Conosci ogni cosa, ogni cosa annunziami: il dì, la notte, sii a me, ove bisogni.
—Padre, perdonate: ma l'antico favoreggiatore di duca Gualtieri....
—È il nemico suo: vuoi tu crederlo?»
E con tale accento esclamò l'Acciajuoli, che a frate Domenico non parve poter rispondere con parola; e gli arrise con gli occhi un cenno di fiducia tra torbida e lieta. Poi, dopo breve silenzio, inchinandosi uscì: e scese in chiesa; e, adesso che alcuna speranza gli sorgeva dal fondo della vuota anima, gli parve poter pregare una più tranquilla preghiera.
Come in un incendio le cose che più veggonsi ardere, non sono quelle ove per primo si apprese la fiamma; non dal popolo si rifaceva il moto che tutta già agita la città di Fiorenza; ma nel popolo egli è più intimo, e l'armeggiare dei grandi e dei ricchi s'appoggia ad esso, come posano fondati in terren sodo i palazzi. Pesava a costoro più chinare l'occhio che tendere la mano alla plebe, più diffidenti essi di lei ch'ella d'essi. I migliori nell'anima e più savi ne' pensieri, non boriosi per solito, ora ricevevano il premio della temperanza; chè meno costava ad essi affiatarsi, e con meno abbassamento ottengono più credenza. E sentendosi creduti, non s'affannano tanto a persuadere, nè si perdono in lusingherie, la cui bassezza dall'usata alterigia è fatta più vile, come dal ciglio più fonda la fossa. Ma quanto più impacciati, i superbi più si confondevano nel piaggiare, dipinti non dell'onesto pudore che l'umile sente dinanzi e al maggiore e al minore di sè, ma di falsa e stizzosa vergogna. Si vergognano dell'abbisognare di gente tenuta a vile, e ancora più si vergognano del mascherare il bisogno sotto sembianze d'affetto. E dell'impaccio proprio si vergognavano, e stizzivano, mettendo fuori certi sorrisi attoniti come di persona tra inferma e trasognata.