—Io ti conosco. Ma dimmi quel che tu sai.

—Mi dolgo a un tempo e mi rallegro dell'affetto magnanimo che vi conduce, per amor di Fiorenza, a stendere la mano al vostro nemico.

A questa lode il Fiorentino, più che arrossire, fremè di vergogna; e con impeto che al povero popolano parve di generosità:

—Or chi è il mio nemico?

—Ben dite, messere. Dacchè è contro il duca, l'Adimari è per voi.

Il Brunelleschi si scosse: ma con quella signoria di sè che per lungo uso e per tormentosa necessità acquistano gli uomini condannati a comandare altrui, rivolgendo l'interrogazione imperiosa in domanda quasi sommessa di consiglio amico:

—A te che ne pare?

—Mi pare bello.

—E che riesca?

—Siete tanti. Forse più che essere non crediate. E noi che osserviamo di fuori, e che penetriamo di sotto, ci vediam forse più addentro che voi.