Nel vederlo, Matilde, che lo conosceva buono ed amico, e che voleva di tutta forza sperare, prima ancora di aprirgli la porta socchiusa:
«Egli viene!» esclamò, come persona che crede già vero quel che domanda. Ma il silenzio di Cosimo, e l'entrare sommesso, e il chiudere sollecito, e il prenderla pietosamente per mano, la fece dalla lieta fiducia trabalzare a certezza disperata; onde, coprendosi il viso con le palme, e il viso e la persona chinando verso terra:
«Egli è morto!» esclamò singhiozzando.
Allora non fu difficile al buono uomo riconfortarla, dicendo che il suo padre viveva, tuttavia nel palagio, ma che la città tutta s'armava per trarnelo.
«Quand'udrai domani Fiorenza levata a rumore, tu non aver paura, Matilde; ma pensa che quella è la libertà di tuo padre.»
—E se l'uccidono intanto?
—Non oseranno.
—Lo scoppiar del tumulto affretterà la sua fine. Che importano a me l'ire vostre, se mio padre muore?
«Morire!» esclamava, e le pareva non intendere bene il senso di quella parola; e la ripeteva gridando senza lacrime.