—Seguirà: e i nemici della città nostra sentiranno alla fine quanto caro costi l'oltraggio.

—I nemici? Ma non tutti sono nemici i....» Non osò dire i Francesi: e arrossì. Voleva pensare al padre solamente, e non poteva; voleva parlar di Rinaldo, e non osava. S'assise guardando Cosimo con occhi supplichevoli, quasi lo pregasse d'intendere la sua secreta preghiera. E perchè quegli taceva, ed ella ripeteva, come uscita del senno: «I nemici!» Poi riscuotendosi a un tratto: «Deh non sia; non m'aggiungete dolore a dolore. Voi sapete, signore, di chi parl'io; non me lo uccidete: egli non ha l'anima di Francese.»

Cosimo impietosito, per rassicurarla rispose: «Il conte d'Altavilla non vorrà combattere contro noi.

—Ma se volesse?

—Oh fanciulla, tu vuoi di forza ch'io vinca i tuoi timori; e a' conforti miei non dai retta. Poss'io piegare a tua voglia i casi e gli animi altrui? Volgiti a Dio, pensa a messere Antonio degli Adimari tuo padre. Egli mi ti ha raccomandata nel partire, ti consolassi, ti tenessi vece di lui.

—Vece? Egli pensa dunque a morire? Oh dite ogni cosa; fate ch'io sappia s'io sono orfana o no. Non venite a mescermi a goccia a goccia il terrore e la morte. Come sono crudeli gli uomini! E che vi ho fatt'io?

—Figliuola mia, i' ti perdono, perchè tu se' addolorata; ma credi tu che gli altri non abbiano anch'eglino i suoi dolori? Nel mezzo della notte, nell'ora del pericolo, poche ore forse innanzi di morire, io lascio le figliuole e la moglie mia; e hanno anch'esse le mie figliuole, e lagrime negli occhi e parole di rimprovero disperato: le lascio per venire a veder te, per amore del buono messere Antonio tuo padre, per compassione della tua desolata giovanezza; e tu così mi ricevi? Poich'io ti sono, e voglio esserti padre, perchè non hai viscere di figliuola tu verso di me? Oh mia Matilde, raccomandati, raccomandaci a Dio, ci soccorra, c'insegni a vivere da uomini e da cristiani a morire.»

Ella lo abbracciava senza parola; e l'Oricellai seguitava:

«Di me non so quel che Dio abbia destinato. Forse quando tuo padre correrà negli abbracciamenti tuoi, io giacerò cadavere nella vicina via. Se mai, le mie figliuole a te raccomando, come tuo padre ti ha raccomandata a me: sii loro amica, e col buono esempio le illumina, e coll'amor tuo le consola: parla ad esse di me, e delle dipartenze di questa notte, quando gl'impeti dell'angoscia siano allentati, quando si può con lagrime dolci e tranquille parlare di quelli che sono morti. Ma le mie parole, o infelice, ti sconsolano; e a questo non sono venuto io qui. Vinceremo, Matilde. Tu sentirai da lontano scalpitare il cavallo che ti riporterà libero il padre, e me vedrai di lontano correre alle mie case giubilando; e poi le giostre e le danze e le preghiere della vittoria, e poi queta e franca e civile la vita.

—Ma Rinaldo!