E tutti assentirono. Iacopo de' Bardi allora:
«I popolani, per contrade, si ridurranno ciascuno a' suoi gonfaloni. Sarà nostra cura abbarrare i capi de' ponti, acciocchè, se tutta la terra di là (che non sia) si perdesse, possiamo tenerci francamente di qua.»
E Simone Adimari: «Tutta sarà similmente abbarrata la città ad ogni capo di vie, sì che debba il nemico, prima di correre una strada, assalire più ripari, e combattere ad ogni passo, e snidarci, se può, di serraglio in serraglio.»
Qui l'Oricellai: «Il tempo stringe. L'ora del movere?»
E l'Albizzi: «Sonato nona, quando i lavoranti escono delle botteghe, si levi rumore, e s'assalga il palagio.
—Bene sta (concordarono tutti): sonato nona.»
Allora Bindo de' Pazzi con aria grave: «Una cosa rimane a risolvere; chè non tutti siamo intorno a ciò d'un avviso. Vuolsi egli togliere all'uomo pure la signoria, ovvero, la vita?
—Giovanetto (parlò il frate vescovo con atto d'amore che all'altro fece dispetto), finchè l'uccello è su per le tetta, non pensare al modo del cuocerlo. Di ciò terremo disputa poi. D'una cosa vi prego, cittadini: sia franca e leale e pia, quanto potete, la guerra. I nemici vostri tale non la faranno; ma voi non pigliate esempio da gente, i cui tristi esempi siete chiamati a punire.»
Taciuto un poco, riprese: «E qui un duro uffizio mi resta a compire: e perch'io possa compirlo efficacemente, all'amor vostro, fratelli, mi raccomando. Abbiamo di Siena, di Perugia e d'altrove promesse d'ajuti; ajuti avremo da Pisa, e saranno debiti al buono zelo de' Frescobaldi, e de' Bardi nelle cui case siamo. Ma io non posso tacere a questi onorevoli cittadini, che l'aver loro chiamato in nome proprio, e non del Comune, il soccorso di gente a noi non amica, e confederata al traditore, turbò forte taluni della città nostra. A torto, ben so: ma nell'ora del pericolo giova che sia cansata pure l'occasion del sospetto. Onde per l'amore della comune patria vi supplico, o buoni cittadini, vogliate provvedere che scandalo di ciò non segua.
—Non seguirà, disse Andrea di Filippo de' Bardi. E se i Frescobaldi consentono (Agnolo e i suoi accennarono di sì), noi siam pronti a rimandare indietro i sospettati sussidii.