—E Iddio (così il vescovo) vi renderà premio della generosità vostra, e vi darà più netta e più facile la vittoria. Perchè non ne' molti cavalli e non ne' molti cavalieri è la vittoria, figliuoli, ma nel nome di Dio. Or ogni cosa mi pare fermato: non altro resta che pregare al Signore, e giurarci nel nome suo.»

Il vescovo s'inginocchiò, e tutti seco. E disse questa preghiera: «Dio degli eserciti, unico Signore de' popoli, dispensatore della libertà, della servitù e della vita e della morte; noi figliuoli vostri, prostrati con l'anima innanzi a voi, pieni d'amore ai fratelli e ai nemici nostri, vi supplichiamo per la salute e per la libertà del vostro diletto popolo di Fiorenza. Se le vite e le cose nostre più care a voi piace ricevere in cambio dell'inestimabile dono, ecco, o Dio, le offeriamo. Fate che nel combattere l'ingiustizia perdoniamo agl'ingiusti; che tanto solo degli iniqui sgombriamo, quanto bisogna a respirare pura l'aria di libertà, nella quale fummo nati e cresciuti; fate che nessuno atto o pensiero di crudeltà o di licenza contamini il sacrifizio di sangue; e che della battaglia usciamo, o alle nostre case o al tribunale vostro, puri siccome dal santo battesimo. Dio degli eserciti, Signore de' popoli, raccomandiamo a voi le anime nostre, e la salute e la libertà del vostro diletto popolo di Fiorenza.»

Poi levandosi: «Fratelli, giurate, e ripetete a parola quel ch'io dirò. Poichè qui non abbiamo nè l'Ostia santa nè i santi evangeli, giurate sulle spade.»

Incrociarono le spade, e in mezzo a quelle ritto il vescovo, sovrastante a tutti del capo, e posta la mano sul suo povero crocefisso di bronzo, dettò il sacramento:

«Nel nome di Dio e di Maria, per il sangue di Cristo, nella presenza di tutti gli spiriti del cielo, giuriamo combattere con umile amore e con leale coraggio per la libertà della nostra repubblica, fino alla morte.»

Chi ripetè le parole a bassa voce, chi ad alta. I più vecchi, e de' giovani i più veramente arditi, dissero sommessamente: Bindo de' Pazzi, a cui sola una pareva poco, due volte ridisse: «Fino alla morte.»

L'Acciaiuoli: «Ora, figliuoli, prima d'uscire, abbracciatevi.»

S'abbracciarono: ma tutti fuggivano l'amplesso di Francesco Brunelleschi: il che vedendo il vescovo, gli stese le braccia in atto pietoso e quasi riverente. Ma Francesco, vinto da tenerezza e da vergogna, presagli quasi tremante la mano, gli si gettò a' piedi, e: «Padre, la vostra benedizione.» E seguitava: «Lavatemi dal peccato dell'infamia: io sono pentito. Iddio legge nell'anima mia.

—E Iddio nella mia (rispose il vescovo): e sa con qual cuore io vi raccolga e vi benedica.»