Lo raccolse da terra, e volle con dolce forza abbracciarlo. I due più giovani, tra la vergogna e il dispetto, erano usciti: ma gli altri gli apersero le braccia tutti, e taluni con affetto quasi d'amore indarno represso. Allora il Brunelleschi sentì più cocente che mai la vergogna: chè più gli altri gl'indulgevano, e meno e' perdonava a sè stesso. E allora l'anima sua veramente incominciò a ricrearsi.
Quella mattina, Ippolito, figliuolo di Giulio d'Assisi bargello, leggiadro giovanetto ma degno del padre, entrava di Lungarno in Terma alla Lucia Buondelmonti, presa di lui. Amorosa e delicata donna; sulla quale il lume della già casta e or fuggente gioventù, raccolto in quelle quasi ultime ore del dì femminile, dava più vivo e più ardente che mai: quando l'amore sente e pensa sè stesso, e il timore del non essere assai piacente lo fa più modesto e più sollecito: quando la gioja dell'esser piacente tuttavia diffonde negli atti una grazia contenta, e avviva il dolce pallore del viso d'un dolce foco che rinvergina la bellezza. Rinvergina la bellezza, ma fa parere più amaro il momento quando la dolorosa s'accorge che il tempo è mutato, e che di più giovani vite s'infiora la terra.
La famigliarità del duca e de' suoi con parecchi de' Buondelmonti, aperse al giovane l'adito in quelle case; chè tutti i servitori di Gualtieri, seguendo la natura entrante dei Francesi, s'insinuavano in ogni parte; e qual donna non potevano con gli sporchi abbracciamenti, con l'alito della calunnia contaminavano: la calunnia, alle donne antica tiranna e persuaditrice di male. Nè già in un tratto, ma a poco a poco, e a suo dispetto quasi, s'era accesa Lucia del giovane fello, che amoroso in sul primo, poi spensierato e insolente e rozzo e crudele, esercitava spesso nell'anima di lei il tristo ministero paterno. E' l'amava, ma al modo che le fiere amano; con barbara gioja di possedere una bella e molto desiderabile cosa, e poterne fare il piacer suo, e farla a un cenno piangere e sorridere, e tingerla di peccato. E significava l'amore con lunghi sguardi feroci, e con violenti abbracciari; e con quanti modi offendono il pudore di donna già vinta ma buona. Ella lo amava come devota a fatale necessità: e in lui cercava (e le pareva ritrovare) la bontà natia, soppressa dagli abiti ormai invecchiati nell'anima, quanto più tenera tanto men potente del vincerli. E sperava potere grado grado temperare quella ferocia; e talvolta le veniva fatto, perchè qualche suo cittadino scampò per lei all'esilio o alla morte. Questi rari beni, e coll'onta propria comprati, le parevano scusa dell'onta.
Venne quella mattina Ippolito, che la donna l'aspettava con angoscioso desiderio: e come lo vide:
«Quali novelle?
—Nessuna.
—Nessun timore?
—Di che? Dugento ostaggi abbiamo in palagio: e se la città si commove, i galli non uscirebbero vivi di stia.