—Deh non dire. Il duca signor tuo, nol farà. Non oserebbe tanto.
—E chi ne lo tiene?
—Tu nel terresti, Ippolito: non è egli vero? Dimmi che sì; dammi questa consolazione, a me afflitta tanto.
—E chi ti dice d'affliggerti, e andare braccando i dolori? Che fa egli a te se una coppia o un centinajo di questi Fiorentinelli ciecacci reciono l'anima?
—Or non son io Fiorentina?
—I tuoi son col duca: e chi è col duca, è egli più Fiorentino?
—Deh non mi dire così dure parole. Dove le trovi tu? Io non le saprei imaginare nemmeno. Perchè sì crudele, o giovanetto, in tanta bellezza?
—Non mi parlar di bellezza; tu mi fai stizzire, già sai. Tu sì, tu se' bella, o Lucia.
E l'afferrava quasi furibondo, e baciava. Ed ella umiliata: «Ma se i Buondelmonti non fossero co' tuoi; se mio padre dovesse cadere sotto la giustizia del duca?