— Le chiavi, voglio vederle. È un capriccio, lo so; te l’ho detto che ho dei capricci.... Debbono essere ben curiose le chiavi di una prigione.... Non ne ho viste mai.... Mostratemele....

— Non fare la sciocca, via! Potrebbe svegliarsi tuo nonno.

— No, no, no! — disse lei facendo la bambina — Ho detto che le voglio e le voglio.... Se così mi ubbidisci in tutto! Ti prometto che non mi verrà punto il desiderio di vederlo il tuo prigioniero.

— Non ci mancherebbe altro!

— Ecco, voglio essere io per pochi minuti la custode di un capobanda così celebre... che fucileranno, non è vero?

— Sicuro, domani.

— Dove sono dunque le chiavi? Le hai adosso?

Nello schermirsi e nel resistergli le vesti le si erano scomposte, il seno a metà denudato aveva nivei bagliori. Il sergente, rosso in viso per l’orgasmo, era come ubbriaco di desiderio.

— Via finiamola! — disse con voce soffocata — Le chiavi sono là in quell’armadietto.

E in ciò dire additava un armadio presso al muro.