— Sissignore, signor tenente — rispose con umile voce Carmine. — Ho fatto tanto, tanto cammino per giungere al loro convento, ed anch’essi sono stanchi, poveretti, da non poterne più.
— Poveretti! Bisognerebbe dar fuoco ai loro conventi che son ricettacolo di ladri e di assassini.
— Gesù, che dite mai? Padre Francesco è un santo uomo e il suo convento una vera casa del Signore; perciò il duca, che in altri tempi l’aveva assai a caro, l’ha fatto chiamare; povero duca, che al certo non giungerà al dimani! Sarebbe venuto qui, in bocca al lupo, padre Francesco, se avesse avuto da rimproverarsi cosa alcuna, lui che è un vero servo di Dio?
L’ufficiale stette un po’ esitante: invero le parole di Carmine erano convincenti. Come diffidare di chi spontaneamente chiedeva di entrar nel castello, e come dubitare che il Commissario avesse fatto chiamare quel frate, se l’affermava quel vecchio contadino che per tutta la giornata non si era dipartito dal letto del malato? Inoltre, svegliato a mezzo il sonno voleva tornare a letto, onde volgendosi con un gesto d’impazienza a Carmine:
— Conducili tu stesso e non mi si stiano a rompere più le scatole.
E andò via borbottando:
— Un antico convenzionalista, un amico di Marat e di Robespierre sentir bisogno delle chiacchiere di un fratacchione! Già speriamo che un altro flusso di sangue ce lo porti via, chè in verità è una vergogna per i soldati di S. M. l’Imperatore essere sotto agli ordini di un borghese che non sa neanche come si smonti un fucile!
Carmine esultava, Carmine non capiva nei panni per la gioia, ma si guardò bene dal mostrarlo. Si rivolse ai due frati che si erano tenuti in disparte e disse:
— Venite, padre, venite, che questi bravi soldati sanno il rispetto che si deve ai servi del Signore.
I due frati, che avevano calato sulla fronte il cappuccio, entrarono a capo chino nell’androne, e seguendo Carmine si diressero verso l’ampia scala che metteva nell’appartamento del duca, ma non avevano saliti i primi gradini quando s’incontrarono in un sergente che scendeva e che si fermò a squadrarli.