— Sergente la Harpe, che fate qui a quest’ora?

Il sergente la Harpe era un buon soldato, molto stimato dai suoi capi, i quali gli perdonavano il suo irresistibile amore pel buon vino. Fece il saluto militare, ma in sulle prime non trovò parole per rispondere.

— Insomma, perchè siete venuto qui? Perchè siete così confuso?

— Capperi, signor maggiore... non so se... con buona pace del signor ufficiale di guardia... certo ha bene aperto gli occhi prima di lasciar passare quei due frati che Sua Eccellenza il Commissario ha voluto presso di sè... Con buona pace dunque del mio superiore, io credo che uno di quei frati sia... una donna!

— Che imbroglio è questo! — gridò il maggiore. — Una donna qui... travestita da frate a quel che intendo... nelle stanze del Commissario? Sergente La Harpe; se il vino vi ha dato le traveggole ne avrete per un mese di prigione di rigore.

— Lo sapevo, lo sapevo! — borbottò il sergente — e perciò non volevo dir nulla. Ma quella lì è una donna... ci scommetto i miei galloni guadagnati alle Piramidi contro un bicchiere di vinello annacquato.

— Svegliate l’ufficiale di guardia. Vediamo un po’ come va questa faccenda — ordinò il maggiore.

La commozione di Riccardo entrando nella stanza attigua a quella in cui suo padre agonizzava era profonda; pure la riuscita del suo disegno lo confortava alquanto. Nessuna forza al mondo ora gli avrebbe impedito di veder suo padre, nè si dava pensiero di quel che avrebbe potuto accadergli, da uomo avvezzo alle arrischiate imprese. Vittoria, ancora indispettita, si sentiva parata a tutto, ben comprendendo anche lei che un gran pericolo lor sovrastava, specialmente dopo l’incontro col sergente che al certo aveva dovuto riconoscere in lei una donna, se non proprio quella che aveva incontrato altra volta nel fondaco di massaro Cicco. Ella era là per Riccardo, e come l’aveva seguito nel castello l’avrebbe seguito anche altrove, per quella inesplicabile dedizione della sua volontà alla volontà di lui.

— Che lo avvisi almeno, che lo avvisi! — disse Carmine, e facendo segno che si fermassero sulla soglia della camera.

Quando Carmine entrò, i due valletti che dormicchiavano presso al letto del duca, si scossero.