— Noi non abbiamo paura di te, sergente De Chantal! — gridavano — e cotesta ragazza, voglia o non voglia, stanotte dovrà...

— Che cos’è questo chiasso? — disse una voce dall’uscio.

Si volsero, avendo riconosciuta la voce del loro capitano, un vecchio soldato, burbero nell’aspetto, ma molto amato per la bontà dell’animo.

Tutti tacquero assumendo un contegno dimesso e tenendosi immobili.

— Ah, ah! — disse infine il capitano che aveva girato intorno lo sguardo. — Venere e Bacco!... Su, in caserma, e che non vi colga più a fare tale baccano.

Mogi, mogi, come scolaretti i caporali e sergenti presero la via dell’uscio: solo il brigadiere indugiava borbottando:

— Si trattava della gloria della Francia e dell’Imperatore.

— Brigadiere La Harpe, se fra mezz’ora non vi troverò a letto ne avrete per due giorni di pane ed acqua — gridò il capitano.

Il brigadiere salutò mordicchiandosi i baffi; volse uno sguardo minaccioso al sergente ed andò via tenendosi ritto della persona per dissimulare un certo imbarazzo nello incedere.

Il vecchio e la giovane donna si erano tenuti silenziosi sull’uscio.