— Avete riparato ad un mio fallo! — disse lei.

Egli lo guardò sorpreso, non giungendo a comprenderla.

— È inutile che comprendiate... ve la darò poi la spiegazione... quando riusciremo nel nostro disegno.

— Dunque pure tu aneli di trovarti con me nella piena sicurezza, nella libertà completa?

— Ve lo giuro — rispose lei grave e solenne — Sì, darei la vita per essere un’ora nella libertà completa e nella piena sicurezza.

— Ma non mi hai detto ancora che mi vuoi bene! — mormorò lui guardandola con occhi ardenti.

— Che importa — rispose con un sorriso — se non ve l’ho detto?... Ve lo proverò e sarà meglio.

Il sergentino si era alzato, ma non si decideva ad andar via. Aveva nello sguardo, nella espressione del viso un pensiero, un desiderio che era lì per prorompere. Anche lei si era alzata, e quasi avesse ben letto nell’anima del giovane, sorrideva vagamente pur fingendo d’essere impacciata.

— Il fondachiere dorme, tuo nonno dorme — disse lui sottovoce e fissandola con occhi accesi — siamo soli... Si fa presto a spegnere il lume.

— Spegnere il lume? Perchè? — chiese lei con ingenuità perfettamente simulata.