Il giovane comparve nel vano della porta e mosse intorno lo sguardo sicuro e tranquillo. Vestiva un giubbone di velluto azzurro e un panciotto della stessa stoffa e brache nere che si stringevano al ginocchio. Dei lunghi stivaloni fino alle ginocchia ed era armato delle armi che gli aveva regalato l’incognita. Seguito da Pietro il Toro, dal Ghiro e dal Magaro si fece largo tra la folla silenziosa e giunse presso un impalcato che si elevava dal suolo. Ivi salì, e rivolgendosi alla folla disse:

— Ho tardato a venire perchè ho una brutta nuova da darvi. Alcuni reggimenti francesi son giunti tra noi: han fatto di Monteleone il lor quartier generale, e già han diramato delle truppe per convergere su questi monti. Bisogna affrettarsi, ma prima fa d’uopo intenderci per un’azione comune.

Un mormorio accolse le parole del giovane: un mormorio di spavento in alcuni, di rabbia in altri.

— Siam dunque colti in trappola — gridaron parecchi. — Bel servigio che ci avete reso!

— No — disse il giovane a cui eran giunte quelle voci — perchè nessuno vi conosce ancora, e potete tornare indisturbati ai vostri paesi. Vi ho detto dell’arrivo dei Francesi perchè comprendiate che non havvi tempo da perdere. Bisogna insorgere prima che il nemico si fortifichi nei suoi quartieri, studi le sue posizioni e sappia le nostre, e prima ancora che si procuri delle guide.

— Guide non ne troverà! — disse Parafante. — Vorrei vedere chi dei nostri compaesani avesse una tale audacia. Voi, giovanotto mio, calunniate la nostra gente!

— È vero, è vero! — gridarono parecchi, invidi già del bello aspetto del giovane, e più delle vesti e delle armi ricchissime.

— Io non calunnio nessuno. Solo ricordo a chi ha parlato che sei anni or sono non furono solo i Francesi che si opposero alla nostra marcia, ma molti degli stessi nostri compaesani, dagli spiriti infernali aizzati contro il nostro Re e la nostra Religione.

— E noi li sterminammo! — gridarono alcune voci.

— Non tutti, non tutti — continuò il giovane. — Rimasero i figli, i nipoti, gli stessi avanzi di quei Repubblicani che si battettero contro di noi, quelli che ebbero incendiate le case, disonorate le mogli e le figlie, depredati gli averi, devastati i campi e che ora, forti dell’esercito straniero, invocano vendetta contro di noi. Sapete che ci dissero briganti, allora, ladri, sanguinari, demoni usciti dall’Inferno? ed ora si avvalgono di quelle nostre colpe per dichiararci fuori d’ogni legge e mettere a prezzo il nostro capo!