E con un viso che l’ira aveva incominciato a sconvolgere tanto da mutarne in orridezza il grottesco, si fece innanzi con la mano all’elsa della pistola.
— Basta, basta: vogliamo finirla in una carneficina? — gridarono alcune voci, mentre i più autorevoli dei capibanda circondavano il Vizzarro, i cui occhi iniettati di sangue mandavano baleni.
Riccardo fece un segno, e la folla tacque, soggiogata suo malgrado.
— Sono io per il primo — disse con voce tranquilla — a deplorare l’accaduto. Non fui io l’aggressore; io mi limitai a difendermi. Ma non è questo il luogo per le nostre bizze private. Qui ci siamo raccolti per intenderci sul piano da adottare. E anzitutto volete che si elegga un capo supremo, al quale tutti, io pel primo, dobbiam giurare cieca obbedienza? Chi assente, alzi la mano.
— No, no, ognuno per sè, ognuno per sè — urlò la folla.
— Ed io, invece, io dico che ha ragione, che ci è bisogno d’un capo supremo, e che nessuno è più degno di comandare a noi tutti di questo uomo, innanzi al quale siete ora divenuti tante pecore.
In ciò dire il bel giovanotto, nel quale era stata riconosciuta l’amante del Vizzaro, salì sull’impalcato, volgendo uno sguardo di sfida alla folla sorpresa di tanta audacia.
— Sì — continuò la giovane donna. — Io sono del suo avviso. Lo so, voi siete tutti stupiti che io, io proprio, l’amante del Vizzarro, la quale per essere libera rinunciò al nobile ed onorato nome dei padri suoi, e come una vil femmina si diede alla campagna, trovi giusto che se si ha da far guerra allo straniero, bisogna scegliere un capo supremo che valga più di noi tutti. Ebbene, io vi propongo per capo colui che ha osato sfidarci, dicendoci in faccia esser noi dei briganti assetati di sangue e di rapina. Quale prova maggiore di audacia? Ed ha provato altresì che come ha franca la lingua ha impavido il cuore respingendo il suo assalitore. Sia lui dunque il capo, e io per la prima giuro di ubbidire ciecamente ai suoi ordini.
Gli astanti si guardarono muti e incerti. Ma il più stupido di tutti era il Vizzarro che non credeva ai suoi occhi. Lei, lei si dichiarava pronta a ubbidire a chi egli considerava ormai come il suo mortale nemico? Lei, che aveva sempre fatto suoi gli odî, i rancori, le inimicizie di lui? Lei si sarebbe sottoposta ad un capo, lei che non riconosceva neanche l’autorità dell’uomo pel quale aveva posto in oblio patria, onore, famiglia; lei che aveva rinunciato a quanto una donna ha di più caro per seguirlo nei boschi, gli si ribellava ora, si schierava contro di lui e in favore di uno sconosciuto che innanzi a tanta gente non solo aveva mostrato di non temerlo, ma anche ne aveva respinto vittoriosamente l’aggressione?... Trattenuto da alcuni dei capibanda, si contorceva ruggendo di rabbia.
— Calmati, calmati — gli dicevano i capibanda — avrai tempo per fare le tue vendette. Ma è una matta quella tua amica. Come le è venuto in testa? Già, quel caporale o quel colonnello è un bel giovanotto, bisogna convenirne, e ne ha del coraggio. Ma le femmine son tutte ad un modo... E poi non vedete come è ben vestito?