— Bene, bravo, evviva il Re!... Sì, sì, nessun capo — gridò la folla e, più di tutti, coloro che temevano di dover riconoscere un’autorità suprema.

— Io ho già — continuò il duca spiegando una carta — ben determinati gli ordini da comunicarvi con la designazione dei luoghi nei quali ciascun di voi dovrà agire per non dar pace al nemico e per costringerlo a sgombrare da queste terre di cui il Re Ferdinando ha ricevuto da Dio l’assoluto dominio. A voi, Taccone e Quagliarella, i monti della Basilicata; a voi Marsico e Carmine Antonio le montagne del Pollino, i piani di Castrovillari e di Campotenese; a voi Parafante, Benincasa, il Boia, questi altipiani fino al bosco di S. Eufemia; a voi Vizzaro, Paranese, Mariotti le macchie e le montagne che declinano verso Squillace e verso Stilo; a voi Francatrippa l’Aspromonte e le foreste di Rosarno. Ciascuno di voi avrà mille piastre per equipaggiare i suoi uomini. Fuori vi sarà contato il denaro. Ed ora do a voi la buona novella che il nostro Santo Padre ha mandato la benedizione alle vostre armi, e dieci anni d’indulgenza per tutti i vostri peccati.

Fu un delirio. Le grida, gli urli, avevano qualche cosa di selvaggio. Le mille piastre giungevano opportune, sicchè tutti si affollarono alla porta per accertarsi coi propri occhi che il denaro fosse lì.

Riccardo intanto si era tenuto in disparte; con le braccia conserte, il capo ripiegato sul petto, guardava pensoso quella folla di urlanti, quasi pazzi per la gioia.

Il duca pareva non badasse a lui: uno del seguito aveva attraversato la folla e gli si era avvicinato per parlargli. Egli si ritrasse in un angolo col suo familiare e si diede a parlare sottovoce.

— E tu che farai? — chiese Vittoria al giovane.

Questi non rispose: rispose Pietro il Toro in sua vece:

— Che farà? Sarà a capo della più gagliarda banda che avrà fatto mai alle schioppettate. Io ho già sulle dita cinquanta uomini ognuno dei quali giuoca con le palle di fucile come se fossero confetti.

— Mi vuoi nella tua banda, dì, mi vuoi? — disse Vittoria sollevando gli occhi in viso al giovane.

Egli la guardò, poi scosse la testa.