— Quanti anni avete? — chiese di un tratto l’incognita.

— Ventisette, ventotto anni, non so bene. Ma... che importa a voi?

— Siete dunque nel fiore della giovinezza, siete soldato, un bel soldato, avete un cuore da leone e... e non vi commovete alle preghiere di due donne in pericolo che forse sono anche giovani e belle?

Non ebbe tempo di rispondere, il gruppo si era mosso, ma pareva ancora incerto: il giovane si sentì trascinato dal domino il quale gli aveva volto quel rimprovero e che aveva preso la via della piazza rasentando il muro, quindi aveva voltato verso l’angolo del palazzo reale.

— Usate prudenza — mormorò il domino — fra pochi istanti saremo al sicuro e potrete tornare nelle sale.

— Oh, sentite — disse il giovane — poichè mi ci avete messo in questo ballo, ci resto. Se per mettervi al sicuro vi fa bisogno di poche istanti, andate andate, ed io vi giuro che dovessi anche farmi uccidere saprei impedire a chicchesia di seguirvi.

— Ne ero certa, ecco che vi rivelate qual siete, ed io...

Ma non potè proseguire: il gruppo che si era avanzato finallora silenzioso, di un tratto si avventò su loro gridando:

— Non ci sfuggirai, adesso, non ci sfuggirai. Ti abbiamo riconosciuta, vile, fedifraga, adultera! È il sangue delle tue vittime che ha dato il colore al tuo domino?

Con un rapido atto, capitan Riccardo spinse dietro a sè le due donne in modo da ricoprirle tutte col corpo e traendo il largo e lungo pugnale che portava alla cintola per completare il costume, si rivolse al gruppo mentre indietreggiava per giungere in un angolo ove aveva visto una porticina che poteva garentirgli le spalle.