— Allorchè un signore che aveva l’aria di un pezzo grosso, venne a dirti che ti si voleva in Napoli!

— Proprio così...

— Ti diede cinquanta ducati per le spese del viaggio e l’incarico di raccogliere gli antichi sotto capi della tua banda disposti a seguirti...

— To! e come lo sai?

— Perchè quel signore, quel pezzo grosso venne anche da me, che mi annoiavo come tu ti annoiavi, che al par di te vedevo venir meno il gruzzoletto e al par di te avevo in animo di rimettermi negli affari per conto mio...

— Contro il re e la regina che avevamo rimesso sul trono?

— Anche contro il santissimo diavolo.

Mentre avveniva questo dialogo sottovoce tra i due vecchi amici che il caso aveva fatto sedere l’un vicino all’altro, la sala si era andata a poco a poco riempendo di gente che si era fermata esitante, e in sulle prime non aveva osato di sedere sulle ampie e soffici poltrone, e che si guardava intorno non meno maravigliata di coloro i quali l’avevano preceduta nel trovarsi in quella sala sfarzosa.

— Saran d’argento quei candelieri? — chiedeva un individuo barbuto dalla truce fisonomia che vestiva all’uso dei ricchi contadini di Terra di Lavoro.

— Di che vuoi che siano? — rispose il vicino, un vecchietto ancor rubizzo la cui faccia rugosa era attraversata dalla larga margina di una ferita.