E la guardò in viso con un profondo sguardo di donna che sa penetrare addentro nei cuori. La giovinetta chinò gli occhi e non rispose.
— Va, va — disse la Regina dopo averla contemplata per un istante in silenzio — Bisogna che me la sbrighi con cotesta gente.
Quando si rivolse per far cessare lo strepito che era andato sempreppiù crescendo e mentre la giovinetta si ritraeva al posto che le imponeva il cerimoniale, il viso della Regina era tornato austero e grave. La folla sotto lo sguardo acuto e freddo di lei cessò dallo schiamazzo, onde ella riprese:
— Il mio tesoriere vi darà il danaro pel ritorno. Raccogliete intanto intorno a voi gli antichi compagni e tutti i volenterosi: chi di voi ebbe il comando di una banda si consideri come capo di un reggimento e sia sollecito a raccogliere uomini ed armi. Un mio messo vi raggiungerà per provvedervi di quanto occorre all’entrata in campagna. Nessuno indugio: appena il nemico avrà invaso il regno, insorgerete sterminando per primi tutti coloro che potrebbero parteggiar per lui. Ma già, vi farò tenere al più presto le mie istruzioni. Che ognuno di voi destinato ad un comando giuri su questo crocefisso di esser fedele al Re e di morire se occorre per la difesa della Religione.
In così dire si rivolse e fece un cenno: un personaggio del seguito si avanzò e dopo essersi inchinato porse alla Regina un crocefisso d’argento.
La Regina stese il braccio e mostrando alla folla il crocefisso disse con voce solenne alzandosi in piedi sicchè tutta la magnifica persona si stagliava dal fondo luminoso della sala:
— Giurate voi di dar la vita per la difesa del trono e dell’altare?
— Lo giuriamo! — risposero gli astanti ad una voce.
— Giurate voi di non dar quartiere a chiunque paesano o forastiere sia nostro nemico?
— Lo giuriamo! — ripetè la folla.