— Sì, perchè voi non l’ignorate.

— Mio caro giovanotto, da me non saprete niente per una ragione semplicissima.

— Ed è?

— Che non lo so neanche io.

Il dottore pareva così sincero che il giovane rimase intontito.

— Possibile? — mormorò.

— Possibilissimo. Stanotte ero a letto e dormivo della grossa quando fui svegliato perchè un ferito aveva bisogno della mia cura. Sappiate che io non mi rifiuto mai, mai ad invito simile, onde mi vestii in fretta e seguii l’uomo, che era venuto a chiamarmi e che mi parve un cameriere di buona famiglia.

— Ebbene, io non le so le strade di questa immensa Napoli, perchè ci venni sei anni or sono col cardinale Ruffo e non vi dimorai che due giorni...

— Il gran Cardinale! — fece il dottore pel cui viso fin allora sorridente passò un’ombra di malinconia. — Ah, capisco adesso voi foste uno di quei valorosi che...

— Sì, sì — interruppe il giovane con un amaro sorriso — che dopo aver riacquistato il regno ai Borboni fummo da questi del tutto dimenticati.