— Sta sicura — aveva detto sorridendo a Geltrude — che questa volta tornerò generale!

E aveva rivolto uno sguardo verso il castello con una espressione di tristezza e insieme di amara ironia, ma aveva visto cosa che assai lo fece meravigliare: il castello, di ordinario, così silenzioso, amando il Duca vivere nella quiete allorchè lasciando la Corte in cui teneva l’ufficio di primo scudiere della Regina, veniva per pochi giorni a visitare la sua unica figliuola Alma, era in una insolita animazione; e nello spiazzale gli armigeri a cavallo pareva aspettassero che le due lettighe, ferme presso la porta, si mettessero in via.

Geltrude seguendo la direzione dello sguardo di Riccardo, aveva detto:

— È il Duca che riparte. Non sapevi forse che era tornato da parecchi giorni?

Ah! la sua follìa, che di tanto in tanto lo sopraffaceva, non era del tutto dileguata, quantunque egli ben misurasse l’insormontabile distanza che lo divideva da quella giovanetta, tanto lontana da lui quanto una stella da una lucciola!

Non aveva mancato di partecipar l’invito a Pietro il Toro, il quale quantunque avesse di qualche anno varcato i cinquanta, pure anelava anche lui ad una vita avventurosa; al Ghiro, al Magaro che avevano fatto tanto buona prova sotto il Cardinale e a parecchi altri degli antichi commilitoni che non chiedevano nulla di meglio, quantunque ignorassero di che si trattasse; ma la vista delle duecento piastre li assicurava e li incoraggiava a seguire il giovane.

Così era partito con quei suoi compagni; così era giunto a Napoli, ove sul Ponte della Maddalena un uomo, fattoglisi incontro gli aveva dato un biglietto nel quale era scritto che coi suoi compagni avesse aspettato il messo nella sala del veglione al S. Carlo. Così gli era accaduto quella strana avventura, per la quale era stato ferito e si trovava ora quasi prigioniero sulla parola in una casa a lui ignota, ospite forse di quello sconosciuto che aveva protetto.

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Tali ricordi lo avevano per un pezzo tenuto sveglio, col pensiero lontano da quel luogo, ma che a quel luogo era tornato e alle conseguenze di quell’avventura, conseguenze che rendevano inutile il suo viaggio a Napoli e quello dei suoi compagni. Che avrebbe detto ad essi? Come avrebbe giustificato il suo abbandono? avendolo visto uscire dal teatro con due donne, non avrebbero creduto che chi sa in quali bagordi avesse del tutto dimenticato i suoi amici? E pure che li avesse ritrovati come avrebbe provveduto ai loro bisogni poichè delle duecento piastre ben poche gli erano rimaste in tasca?

Poi, a poco a poco le pupille gli si velarono: i gravi e tristi pensieri avevano a lungo lottato col sonno che gli gravava le ciglie, poi si erano confusi, poi il sonno lo aveva vinto. La notte era già alta: la lampada spandeva un fioco chiarore per la stanzetta, ma il paralume che il giovane aveva spiegato innanzi ad esso lasciava nella penombra l’alcova in cui era il tettuccio.