Poi sopraffatto dall’ebbrezza, trasse a sè di nuovo quella donna che si piegò e fissandolo con uno sguardo acuto da penetrargli nel fondo del cuore, gli disse:

— Sì, sì, ma mi amerai sempre, per la vita e per la morte?

— Sì, sempre! — rispose lui anelante — per la vita e per la morte!

— Bada — continuò a dir lei dominandosi come se volesse anzi tutto svelargli l’animo suo — bada: il mio amore è di quelli che uccidono o è di quelli che esaltano fin dove l’ambizione di un uomo può giungere. Esso è come il sole, o brucia o feconda: esso è come il torrente, o devasta, o...

— Sia morte, sia vita, sia inferno, sia paradiso, che importa? — esclamò lui.

— Così ti voglio, così ti ho sognato, così — rispose lei fremente!

Quante ore trascorsero? Non essi l’avrebbero potuto dire. Le ore che conta l’ebbrezza sono istanti, quelle che conta il dolore son secoli! Nel silenzio profondo si sentiva il delirio di quella giovinezza e di quella beltà.

— Ho sete! — disse lui nel destarsi da quel delirio.

Egli si era sollevato sul gomito e la contemplava. Era una magnifica statua calda e palpitante d’amore, con gli occhi languenti di dolcezza e le labbra roride di voluttà.

— Hai sete? Non ho che lo squisito liquore di questa bottiglietta. Vino da imperatori.... che tu hai bevuto ogni giorno.