— È vero che importa a noi del re che è fuggito vigliaccamente?...
— Via, non facciamo della politica: lasciamo in pace quel povero re, pel quale ho pure sparso il mio sangue.
— E della Regina... non parli tu della Regina?
— Ne ho inteso dir tanto male, ma.. non importa, io sento che è una grande anima, fiera, risoluta, imperterrita nell’odio come nell’amore, tremenda nella lotta e superba anche nella disfatta.
— Proprio così, proprio così proruppe lei — e a cui finora mancò un uomo!
— Ma insomma bevi se hai sete — disse il giovane porgendole il bicchiere.
— No — fece lei raccogliendosi tutta in lui che la teneva stretta con un braccio. — No... vedi, ora prego... bevi tu, bevi, mio bel cavaliere. Sii docile al capriccio della tua donna...
— Così, berrei la morte — rispose lui galantemente.
Vuotò di un fiato il bicchiere, poi riempiendolo lo porse a lei.
Ella lo prese, vi bagnò le labbra, e cogliendo un istante in cui il giovane si era ripiegato verso la sponda opposta, lasciò cadere il bicchiere che si ruppe.