— Fanciullaggini! — disse Carmine tra una boccata e l’altra di fumo.
— È vero sì, fanciullaggini, alle quali non penserà più ora che per aver vissuto fra tanta gente, in paesi ove si diviene più pratici della vita, avrà compreso che in certi casi è da folle financo l’alzar gli occhi al cielo; ma perchè non ci sorpresero allora? Tu avresti dovuto accorgerti che io, per non esserne stupita dovevo sapere qualche cosa.
— Sai che ti dico, Geltrude, sai che ti dico? — rispose Carmine scrollando il capo. — Che volgono tristi tempi per noi, e assai più pel duca.
— Come? come? Perchè?
— Perchè ho inteso dire che i Francesi... te li ricordi? quegli stessi che sebbene in pochi furono qui da noi sei anni or sono dopo aver scacciato dal trono, orribile a dirsi, il Re e la Regina e che furono poi alla loro volta scacciati dal Cardinale sotto i cui ordini il nostro Riccardo fece prodigi di valore tanto da esser nominato capitano. Ora invece son molti, molti; si dice che la Corte sia di nuovo fuggita in Sicilia, e che si preparino brutti tempi perchè coloro che nell’ultimo anno dello scorso secolo presero le armi per riconquistare il trono, hanno avuto molti danari per assoldar gente a far la guerra ai Francesi e a tutti coloro che prenderan le loro parti.
— Gesù, Gesù, che mi conti! E Riccardo per questo è partito col Ghiro, col Magaro e con quel vecchiaccio impenitente di Pietro il Toro?
— Lo temo pur troppo, anzi ne son quasi sicuro. E vedremo ancora questi nostri monti disseminati di morti e bagnati di sangue, anche di sangue innocente!
— Sì, ma come c’entra il duca di Fagnano che, beato lui, ha tanti danari e già si è posto al sicuro con la figliuola?
— Ci entra perchè i Francesi l’hanno a morte con lui, e al certo ne sequestreranno i beni, ne saccheggeranno il castello, e forse chi sa, verranno a chiaro certe cose... Il duca ha nemici assai fra i suoi stessi parenti che l’odiano perchè essi son tutti frammassoni e quindi amici dei Francesi, mentre lui è, come dicono, borbonico e sanfedista.
— Frammassone! — disse la vecchia Geltrude in aria pensosa. — Intesi dire questa parola quando il fratello del duca fu messo in carcere più di venticinque anni or sono, donde pare che fosse fatto fuggire. E allora si disse che era stato il duca attuale a denunciarlo come eretico, come, che so io, repubblicano... Ci credi tu a queste voci? E credi tu che il vero duca, il primogenito, colui al quale spettava il maggiorasco con tutti gli immensi beni ereditati dallo zio, il marchese di Cerzeto, sia veramente morto?