Egli però tutto il giorno se ne stava chiuso nella sua biblioteca; ma intanto altre e ben gravi voci correvano sul suo conto, propalate dagli amici del fratello; che il duca attendesse ad opera di stregoneria; che manipolasse non so quali filtri col sangue dei fanciulli rubati da alcuni suoi fidi alle madri: che facesse rubare i morti dalle loro fosse per farne non so qual diabolico uso; e si diceva inoltre che egli era in segreta corrispondenza coi rivoluzionari della Francia che congiuravano per uccidere i re, e per mettere sugli altari, invece di Dio, il Diavolo: che nel castello andavano spesso di notte alcuni sconosciuti detti frammassoni, appartenenti ad una setta nemica del re e della religione! E che davvero una o due volte al mese degli uomini che giungevano a cavallo da molto lontano, andassero al castello me ne accertai anche io; ma se davvero sgozzassero dei fanciulli, se un prete celebrasse la messa sul grembo nudo di una donna e bevesse del sangue umano, invece del vino consacrato, questo poi non so, ma anche questo si diceva. Nè il fratello del duca smentiva tali voci, anzi col suo contegno incerto, con la sua aria imbarazzata quando qualcuno gliene parlava riusciva a confermarle.

Un bel giorno, che è, che non è, si veggono arrivare molti soldati con gli uscieri e un giudice, i quali circondarono il castello. Immagina i commenti, immagina quante se ne contavano: si faceva a chi la dicesse più grossa. Il giovane duca quantunque buono, caritatevole, generoso, non aveva nè amici nè nemici, all’incontro del fratello il quale era spalleggiato da tutti i suoi compagni di crapula. La sera con grande stupore si vide il duca salire in una carrozza col giudice il quale aveva un aspetto assai arcigno e severo. In breve corse la voce che il duca era stato arrestato, confermato dal cavalier Silvestro, il cui volto era atteggiato a dolore mentre rispondeva: Gliel’avevo detto io, glielo avevo detto io! a chi gliene domandava.

Ed il cavalier Silvestro rimase padrone e signore del castello.

Qui Carmine si interruppe: riaccese la pipa e si diede a fumare in silenzio.

— E il cavalier Silvestro è l’attuale duca di Fagnano! — disse Geltrude che aveva ascoltato attenta e raccolta.

— Nè più nè meno — rispose Carmine — il cavalier Silvestro è l’attuale duca di Fagnano!

— Che, se ho ben compreso, denunciò suo fratello...

— Non ho detto questo — rispose Carmine con aria sorniona.

— Non l’hai detto, ma tu ne sei convinto.

— Oramai ne son convinti tutti! — mormorò Carmine.