— Ma — disse Geltrude che non credeva di aver saputo abbastanza — nulla, nulla proprio faceste nè tu nè Pietro per rivendicare il nome, le ricchezze al figlio legittimo del duca di Fagnano? Io avrei dissuggellato quella lettera, tanto per sapere...

— Sei curiosa tu! E chi avrebbe dato retta a due poveri contadini come siamo noi? Sarebbe stato lo stesso che cozzar contro un muro, e chi cozza coi muri si rompe la testa. Prendersela col duca di Fagnano, che parla col re e con la regina nè più nè meno come io parlo con te; accusarlo di aver denunciato il fratello, e questo sarebbe niente, di aver lacerato o bruciato un atto matrimoniale, di aver rubato, i titoli, le ricchezze?... Eh, mia cara, per osar tanto Pietro ed io avremmo dovuto essere ben altro che due poveri contadini! Quindi decidemmo di non parlare neanche della lettera di sua madre a...

— A Riccardo — esclamò la vecchia — via, dillo... o che temi adesso dopo avermi narrato tutta la storia?

— È vero; ma, sai, mi par sempre di commettere un’imprudenza! Dunque decidemmo di non parlarne a Riccardo che quando e se sarà in grado di far valere i suoi dritti... Ma, via, non ti par che l’abbiamo fatta assai tardi? Ricordati però quel che mi hai promesso; neanche una parola ti esca di bocca di quel che ti ho narrato.

— Ma se te lo giurai sulla Madonna del Carmine — rispose la vecchia che intanto si era data attorno per acconciarsi un lettuccio sulla cassapanca. — Però devi dirmi sinceramente se credi che il duca, il vero, il legittimo, sia morto in Francia.

— Così ha detto il fratello, così han detto tutti coloro che frequentano il palazzo, così ho inteso dire dagli armigeri. Ma poi... chissà! È una storia assai vecchia, son ben ventotto anni ormai! Via, via, dormiamo che è tardi.

In breve il silenzio regnò nella casa. L’uragano continuava coi sibili del vento e i rombi del tuono.

Era scorsa appena una mezza ora quando la porta di strada risuonò di un picchio poderoso seguito da una voce che gridava impaziente:

— Vecchio Carmine, poltronaccio, dormiglione, alzati e vieni ad aprire. Ci vuoi far morire affogati?

— To’ — disse Carmine svegliandosi di soprassalto — sembra la voce di Pietro. Geltrude, Geltrude, hai tu inteso?