Intanto il chiarore dell’alba era penetrato per l’angusto sbocco del breve acquedotto. Quando il viso livido di Vittoria che giaceva supina con gli occhi chiusi, le labbra scolorite fu appieno rischiarato, Riccardo che finallora si era tenuto in un canto silenzioso, si alzò spaventato.
— Vittoria — gridò — Vittoria... parla, che hai?
Al suo grido Alma si era sollevata a sedere e fu colta da un brivido nel vedere sordide di sangue le vesti della giovane donna. Le tenebre finallora avevano celato le ferite di quel corpo, il lividore di quel volto.
Riccardo la contemplava ammutolito, mentre Pietro le si era inginnocchiato vicino, mormorando con voce soffocata dai singhiozzi, bestemmiando e gemendo insieme:
— Ah, maledetti, ah maledetti! Vittoria, apri gli occhi, Vittoria! Ed io che mi ero lusingato nel sentirmi lodare! Ferita al petto!... Lo conosco, lo conosco cotesto rantolo!
Invero ella aveva aperto gli occhi ma il respiro le gorgogliava nella gola: i grumi del sangue ostruendo la ferita avevano ritardato l’agonia. Aprì gli occhi che si fissarono su Riccardo con una ineffabile espressione di riconoscenza e di passione; poi sorrise a Pietro il cui viso rozzo e massiccio aveva una solenne espressione di dolore. Stentatamente stese la mano per cercare quella di Alma che le si era fatta vicino e la guardava sconvolta.
— Avrei voluto... morire così... — disse con voce affannosa, rotta dai rantoli. — È stata tutta un turbine la mia vita... un turbine di sangue... di delitti... Io mi credevo nata per la strage... nata per l’infamia... Non era vero, non era vero!.... Quando ti vidi, Riccardo, intesi come se ad un tratto... balzasse fuori un’altra donna... che io non conoscevo... Sarei morta dannata... non avrei chiesto perdono al buon Dio... dei miei delitti... dei miei orrendi delitti... Se... se tu Riccardo non fossi venuto...
Tacque chè il rantolo le soffocava le parole. Chini su lei, quei due uomini da lungo tempo familiarizzati con la morte, quella giovinetta la cui vita era stata tutta una festa, si sentivano accomunati dalla solennità dell’ora.
Per un sentimento di suprema delicatezza tanto Alma che Riccardo evitavano di guardarsi e di rivolgersi la parola. Alma si era avvicinata vieppiù alla morente, ed avendole messo il braccio sotto la testa la teneva stretta a sè, contemplandola con gli occhi gonfi di lagrime.
Nel riaprire gli occhi la morente comprese l’atto affettuoso: ebbe negli occhi che già la morte velava, un lampo di gioia profonda.