— Ma perchè non andiamo al castello? — continuava a dire Pietro il Toro — Che facciamo qui fermati? Ammenochè Vostra Eccellenza non mi ordini di ballare. Un tempo ero famoso. Lo domandi al vecchio Carmine. È vero però che mi chiamavano l’orso.

Ma era ubbriaco, era ubbriaco, o incominciava a dar di volta?

Questo si chiedevano i guardiani seguendo Alma e discorrendo sottovoce perchè Pietro non sentisse. Egli intanto andava innanzi e indietro festante come un cane che abbia ritrovato il padrone. Però era troppo furbo per non accorgersi della sorpresa destata nei suoi compagni ed anche nella contessa.

— Ah, voi mi tagliate i panni addosso perchè mi vedete così allegro! E che! Non son padrone di essere allegro? Finora fui, come suol dirsi da noi, col morto davanti, e voi non eravate contenti. Pietro, che hai? Vecchio, perchè quell’aria funebre? Noi vogliamo sapere quel che ti passa pel capo. Ed ora che sono allegro, ora vi chiedete se son pazzo o se sono ubbriaco! Non sono nè l’uno nè l’altro. O meglio, sono pazzo sì, fino al punto che stasera pagherò da bere a tutti. Proprio, quando il servizio sarà finito e i padroni andranno a letto... ma qualcheduno non dormirà, ve lo assicuro io... noi faremo un pò di baldoria, e domani, domani nessuno vi troverà a ridire, anzi si troverà che non ne avremo fatta abbastanza. E inviteremo anche Carmine. Perdio, lui per il primo! Povero Carmine, se gli dicessi una parola, una sola... Ah, imbecille che sono! E che dovrei dirgli? Nulla, nulla, solo che vogliamo stare allegri perchè, via, ne era tempo ormai.

Immersa ne’ suoi pensieri, Alma non l’ascoltava punto, quantunque ben sorpresa della parlantina del vecchio, di consueto così taciturno. Ella aveva intuito il perchè della profonda tristezza del vecchio: era il ricordo della povera Vittoria, era l’assenza di lui: glielo leggeva negli occhi, nel sorriso nei momenti in cui s’incontravano nei corridoi del castello; ma nessuno di essi ne aveva parlato mai, egli per riverenza, ella per ritrosia.

Giunti alla postierla Alma si rivolse come faceva ogni volta per rispondere al saluto dei guardiani, dai quali si sentiva molto amata, e già era per salire le scale che mettevano nelle sue stanze allorchè vide il vecchio Pietro che si era tolto il cappellaccio e mostrava nel viso sorridente il desiderio di parlarle. Onde si arrestò e non potè trattenersi dal dirgli.

— Ma insomma, Pietro, che hai?

— Ho contessina, ho che... ho fatto un voto.

— Un voto tu, e a chi?

— Alla Madonna del Carmine alla quale debbo se dopo tante peripezie sono ancor vivo.