— No, Eccellenza — le rispose uno di essi — È ancora in chiesa.

Si mise in via senza chiedere più oltre. Era forse una delle solite bizzarrie di quel vecchio a cui ella oramai era usata.

Avevano fatto pochi passi quando uno dei guardiani disse:

— Eccolo che esce. Ma che ha Pietro il Toro? Non mi pare che abbia l’aspetto ordinario.

Ella si fermò a tali parole, ma già Pietro il Toro le era dinnanzi.

Anch’ella rimase sorpresa quasi spaventata. Pietro il Toro aveva una strana fisionomia, un viso quasi sconvolto come chi abbia il cuore gonfio e a stenti trattenga le parole. Quando fu vicino alla sua padrona mosse le labbra per parlare ma ne uscì un mugolio come se la voce lì lì per prorompere gorgogliasse nella gola.

— Che avete, Pietro? — gli chiese Alma che incominciava a sbigottirsi.

— Che ho? Nulla! — rispose il vecchio dopo un pezzo — Che posso avere? Ho che se Vostra Eccellenza mi dicesse: Pietro, tu devi volare, a me pare che stasera mi siano spuntate le ali, e volerei! Ah, che brutto uccellaccio, non è vero? Ma volerei, ve lo giuro!

Ella continuò a guardarlo sorpresa, perplessa. Se non l’avesse visto nell’andare in chiesa così calmo, così severo, col viso come di consueto rabbuiato, avrebbe creduto che Pietro il Toro, pur di solito così sobrio, avesse alzato il gomito.

— Pietro ha bevuto — mormorò uno dei guardiani agli altri — Nel venire non ce ne accorgemmo; ma il vino ha lavorato alla chetichella ed ora ecco gli effetti.