— L’importante è la scelta dei compagni. Non dovete nasconder loro che ci sarà il caso forse di scaldarci un po’ le mani con gl’Inglesi.
— State sicuro — disse il Magaro. — Ne ho già scelti mentalmente cinque o sei che han sempre freddo alle mani e non par loro vero di scaldarsele, coi Francesi o con gl’Inglesi è tutt’uno.
— A domani sera, dunque. A proposito, avete armi?
— Possiamo mancar di pane, ma in quanto alle armi ognun di noi ha il suo crocefisso e due pistole.
Il crocefisso nel gergo dei montanari è il coltello.
— Sta bene e a rivederci.
— Andate con Dio e a rivederci domani a notte.
Il giovane spronò il cavallo e in breve disparve tra gli alberi della collina.
Il giorno appresso, essendo già da un pezzo discesa la notte, Riccardo che da quando vi era rientrato non aveva lasciato la stanzuccia presa a pigione in quel solitario caseggiato a circa un miglio dalla villa reale, uscì bene avvolto nel mantello e bene armato. Giovanni il negro di cui la Regina si fidava più che di ogni altro servo, era andato a dirgli aver lui provveduto per una lettiga che a mezzanotte si sarebbe trovata innanzi la porticina segreta della villa. La Regina avrebbe fatto credere di andare dal Re e perciò avrebbe portato seco anche la sua lettrice.
Questo Riccardo non avrebbe voluto, chè ormai gli riusciva quasi rincrescevole l’incontrarsi con sua cugina. Quantunque non avesse nulla a rimproverarsi, quantunque avesse rinunciato financo al titolo cui pure aveva diritto, sapendo che ella non ignorava il vero esser suo, sentiva un imbarazzo, un turbamento al pensiero del contegno che avrebbe dovuto assumere. Finallora l’aveva contemplata a distanza; ora invece non solo aveva il diritto di trattarla da pari, ma anche quello di considerar lei e suo padre come usurpatori dei suoi diritti.