— Posso ben salire da me — disse la giovinetta mettendo il piede sul predellino.
Lui era rimasto immobile, come fulminato, in un canto. Ma essendo ben alto il predellino, la giovinetta non riesciva a trarsi in su, quando quella stessa ombra le si avvicinò.
— Appoggiatevi a me — le disse con voce sorda.
— A voi sì, chiunque siate — rispose Alma che in breve disparve nel fondo buio della lettiga.
L’ombra chiuse lo sportello e poi gridò:
— Avanti.
La lettiga si mosse. Ma in questo Riccardo che aveva vinto lo stupore dal quale era stato sopraffatto, acceso d’ira per quell’audacia, si slanciò sull’ombra che aveva chiuso lo sportello e che si era arrogata il diritto di dar quell’ordine; e, afferratala per la gola, gridò:
— Ma, per Dio, chi sei tu, chi sei?
— Capitan Riccardo. — rispose quell’ombra senza far nessuno sforzo per liberarsi dalla stretta, — avete troppo gli occhi abbagliati per riconoscermi nelle tenebre.
— Quale voce, quale voce è questa? — gridò il giovane retrocedendo.