L’ipocrisia del linguaggio e della istruzione, la veggente forza del verismo avranno la loro catastrofe necessaria; ma non i filosofi, o i poeti, o le leggi potranno dominarla.
Le premesse del sillogismo sono poste, e la conclusione non può essere cambiata da forza o da ingegno umano. Sarà quello che deve essere.
Nel libro del Bovio la soluzione si travede, ma gli uomini che odiano la retorica sorrideranno. Sono uomini troppo pratici per credere quel che loro non torna conto.
DI UN GIORNALE ANNUO
Veramente se giornale vien da giorno, sbagliano gli editori che stampano, per esempio, giornale settimanale; e il periodico che esce alla luce una volta all’anno dovrebbe dirsi annuario. Ma oramai annuario ha assunto un significato così determinato di volume dove sono inscritti i fatti accaduti nell’anno, scientifici, statistico, ecc.; e d’altra parte la parola giornale ha preso nell’uso comune un significato tanto largo, che non c’è nulla da dire sopra un giornale che esce una volta all’anno.
Questo, di cui parliamo, è un giornale monarchico-costituzionale che deve uscire alla luce tutti gli anni nel giorno dello Statuto, a maggior gloria ed onore di tutti i suoi articoli, anche del primo; e s’intitola Italia e Casa Savoia. Chi proprio volesse dire che l’editore Zanichelli con quel fascicoletto annuo convertirà molti alla fede ortodossa dello Statuto, direbbe certo uno sproposito. È inutile: la coccarda azzurra che lo Statuto dichiara nazionale, non la porteremo più. E nemmeno da un periodo che porta quel titolo bisogna aspettarsi più di quel che promette, in riga di opinioni. È troppo facile capire che non è suo compito sostenere il suffragio universale.