Ma dove l’ingegno del Landoni e la profonda conoscenza della lingua fecero gran prova, fu nel tradurre le iscrizioni dello Schiassi e del Boucheron. Finora non si credeva che il nostro idioma potesse stare al pari del latino in questo genere di componimenti. Oggi con sorpresa vediamo che non solo l’italiano può combattere, ma può anche vincere; ed ha vinto.

Nell’additare agli studiosi ed agli intendenti il libro del Landoni, che per di più contiene un bel saggio di traduzione in versi (il Palemone del Gessner), è ben naturale esprimere un voto; questo: che il Landoni produca di più e sia meno pigro e meno modesto. Chi approva, alzi la mano.


PAROLE


Mi preme di stabilire, che c’è a questo mondo della gente, il coraggio della quale non può essere messo in dubbio, e che ha paura di una parola. E ce n’è dell’altra che, conoscendo questa debolezza, ne profitta.

Non parlo dello Sciboleth che fu causa del macello degli efraimiti, o del ceci che nei vespri siciliani, servì a riconoscere i francesi. Queste parole sono storiche, ma non fanno paura nè agli ebrei, nè ai parigini che visitano Palermo.

Dico invece delle parole che fanno paura ai liberali di poco carattere; e sono due: retorica e mangiapreti.