Quando sbagliano, lo fanno sempre in meno e mai in più. Sbagliano più volentieri assolvendo che condannando. Ora la conservazione del sullodato ordine di cose richiede che gli sbagli accadano al contrario, che si fucilino magari i matti piuttosto che si vegga un nastro rosso. I giurati li metteremo prima in ridicolo e poi li aboliremo.
Propongo che il ministro che eseguirà questa misura necessaria alla conservazione ecc. ecc. sia nominato fin d’ora duca d’Arcidosso.
PICCOLE CAUSE
Si dice: non è vero che i grandi fatti storici siano nati da piccole cagioni, poichè un complesso di cause diverse concorre sempre a renderli possibili. Le piccole cagioni non sono che la scintilla che accende il barile della polvere: la causa dello scoppio non è la scintilla, ma chi portò la polvere. Non è il foro causale di uno spillo che fa morir di cancrena un pover uomo, ma è che gli umori del suo corpo sono per altre e ben diverse cause già guasti, e il piccolo foro non è che l’occasione fortuita del male. Le cause vere, le cause efficienti bisogna cercarle più in alto.
Non discuteremo. Erano i cornificiani che nel medio evo cercavano con la massima serietà se l’asino condotto al mercato fosse tenuto fermo dalla cavezza o dall’asinaio, ed ammettiamo ben volentieri che non l’impudenza di un soldato fosse causa dei Vespri, e che il sasso di Balilla non avrebbe giovato a nulla senza il cumulo d’odio che si addensava nei petti del popolo genovese. Ma però, guardando indietro, non si può a meno di stupire di certi avvenimenti storici che per poco non avrebbero cambiato l’Italia intera. Un Visconti volle esser Re d’Italia, e per poco non lo fu: ma la peste lo uccise e forse i tempi non erano maturi. Volle essere re d’Italia anche il duca Valentino e, poichè le forze, l’astuzia e il resto bastavano, fu da un pelo di fondare qui la dinastia di Borgia.
Che cosa sarebbe allora avvenuto dell’Italia? In questa speculazione delle possibilità la mente si perde. Certo, la nuova dinastia avrebbe tardato poco a trovarsi in lotta colla Chiesa; e se la compagine del nuovo regno fosse stata solida abbastanza da vincere le inevitabili crisi interne, le crisi provocate dal regionalismo, anzi dal municipalismo troppo vivo allora e vinto da poco, la dinastia avrebbe cercato di vincere la Chiesa nel suo campo stesso, e l’Italia sarebbe forse a quest’ora protestante. Sarebbe pur stata curiosa che una dinastia nata da un papa avesse dato l’Italia a Lutero! Ma il Valentino ed i successori che egli avrebbe allevati pel nuovo regno non sarebbero stati in dubbio. In fatto di coscienza, casa Borgia dava dei punti a molti e, se Parigi vale una messa, l’Italia può valere una apostasia anche pel figlio d’un papa.