Finalmente Bismarck grida in fretta:
«Abbiam vinto!»—ed un'eco risponde!
Va pur là, Cancelliere polpetta,
Anche questa la devi pagar!
Assassini! Ed intanto arrabbiate
Ardon mille ragazze infeconde!
Assassini! Se i maschi ammazzate,
Noi dovremo i somari sposar!

SI DUOLE DI ESSERE ABBANDONATA DALL'AMANTE

SONETTO SBOLENFIO

Già con versi diversi offersi a Tirsi
Un cor lieto d'offrirsi e gliel'apersi,
Ma i carmi tersi se n'andar dispersi
Ed io soffersi quel che non può dirsi.

Potè fuggirsi dunque e non sentirsi
Il crudo petto aprirsi al mio dolersi?
Potè amato sapersi e compiacersi
D'indispettirsi meco e di partirsi?

Tardi lo scorsi e tardi il piè ritorsi
Dai sentieri percorsi! Urge fermarsi
E rassegnarsi dei rimorsi ai morsi.

Quei dì son scorsi ed or che resta a farsi?
Il crin velarsi, il bruno intorno porsi,
E i discorsi trascorsi, ahimè, scordarsi!

LA ROMANZA DEL PAGGIO

Son circa tre anni, tre mesi e tre giorni
Che il paggio Fernando montava a caval
E adesso galoppa per questi contorni
Saltando gli abissi, le piante e il canal.

Per cosa galoppa? Un turco infernale
Al povero paggio l'amante rubò
Ed ora egli cerca quel porco maiale,
Perchè di sbranarlo Fernando giurò.