Sono vestito di panno grosso
Con un stifelius tagliato male,
E la catena che porto addosso
Pesa un quintale.

Con una lima, frega e rifrega,
Potrei scappare non osservato …
Ah, se potessi farmi una sega,
Sarei beato!…

O giornalisti, da sera a mane
Vi sia presente questo mio stato.
Un per finire fatto da cane
M'ha rovinato!

[*] Parla il Direttore della effemeride citata, il quale era
accusato di aver commesso un per finire diffamatorio, mentre
non era che cretino. Il processo andò a monte.

PIANTO DELLA CHIESA BOLOGNESE SENZA PASTORE

Non relinquam vos orphanos;
veniam ad vos.

Jo. XIV, 18.

Sopra le piume vigilando sola,
Colei che già fu di Petronio e Zama
Leva le palme al ciel, languida e grama,
Poi che gaudio d'amor non la consola.

Lungo uno strazio è nella sua parola
Qual già nel pianto di Rachele in Rama,
E dal vedovo letto il __Padre__ chiama
Perchè non scordi la fedel figliola.

E prega e mostra le gramaglie nere
In che da sì gran tempo il viso asconde,
E la nave di Dio senza nocchiere:

Ma il suo pianto non posa e n'ha ben d'onde
Poi che il barbaro __Padre__, alle preghiere
Con l'iniqua parola,[1] ahimè, risponde!