Parla e fa che il timor non vinca e prema
Del tuo vergine cor l'immenso affetto:
Chi vuol gli amplessi miei, tenti e non tema.

Parla, poichè il mio gaudio, il mio diletto,
La mia felicità sola e suprema,
Dalla tua lingua, amico mio, l'aspetto.

È VERO

Io dissi: «Ah, come pendo!
Mi sembra di cascar!»
Ma tosto sorridendo
Rispose il marinar:

«Pieno di scene orrende
Sarebbe il mondo intier
Se tutto quel che pende
Dovesse, oh Dio, cader!»

AFFETTI DI UNA PELLEGRINA ALL'AUGUSTO VEGLIARDO

DOPO LA VISITA

Agl'immensi Tuoi piè, Padre, chinata
Stetti trepida in volto e reverente;
A Te levai le palme e Tu clemente
Mi facesti partir racconsolata,

Ond'io terrò nella memoria grata
La benedetta imagin Tua presente
In fin ch'io viva, e spesso con la mente
A questa tornerò santa giornata.

Tutto ricordo: i detti Tuoi soavi,
Le Angeliche Sembianze, il carcer tetro
E l'angolo preciso in cui parlavi.