Il Torre ha le sue sorgenti nella zona più interna delle Prealpi, non così il Natisone, tuttavia quest'ultimo ha più lungo il suo corso ed esteso il suo bacino; non però maggiore copia d'acque nelle magre. Il Torre inoltre nasce da una fonte ben determinata ed assai abbondante, poichè non consta abbia avuto mai una portata inferiore a 700 litri al secondo (febbraio 1909), mentre il Natisone risulta dalla riunione di più torrenti di poco diversa importanza fra i quali è difficile decidere quale sia il vero ramo sorgentifero. Assai diverso è anche l'andamento dei due fiumi rispetto alle linee orografiche e tectoniche della regione.
Da sotto Tanataviele, ove nasce a 529 m. sul mare, il Torre raggiunge Tarcento dopo un corso di appena 12 km., e qui esce da una valle per traversare una zona di basse colline e toccare il piano poco sopra Zompitta. Coll'avvicinarsi al piano cominciano anche qui le dispersioni, le quali fanno sì che non molto a valle dell'ultima località indicata il letto del fiume si traversa generalmente a piede asciutto. A rendere più breve il corso superficiale contribuì però da secoli ed in non scarsa misura, anche l'uomo mercè le due rogge che si derivano appunto alla presa di Zompitta; ma la totale scomparsa delle acque avverrebbe per lo più egualmente, solo un po' più a valle. Il fiume del resto presenta non solo questa caratteristica degli altri fiumi friulani, ma un analogo regime (piene primaverili ed autunnali, magre estive ed invernali, queste ultime più persistenti), salvo le piene più repentine e di più breve durata di quelle, per esempio, del Tagliamento. La portata media del fiume a Tarcento, dove si raccolgono le acque di un bacino esteso 80 kmq.[40], è stimata a 4 mc. al 1, quella delle magre ordinarie di 1,6-1,9, delle eccezionali di 1,2[41], nelle piene si sale ai 200 o 300 mc. al 1″ e in qualche caso sembra si sieno raggiunti i 500 mc. al secondo[42]. Mentre a monte di Tarcento il Torre ha di affluenti degni d'essere ricordati solo la Vedronza (7 km.) ed il Rio Zimor (6 km.), a valle riceve il Cornappo che ad esso porta oltre 300 litri al secondo anche nelle massime magre. Il Cornappo ha un corso di 15 km. ed è formato da più rami sorgentiferi che scendono dal versante meridionale del Gran Monte.
Sebbene il nome non cominci che alla confluenza dei due torrenti, l'origine del Natisone si può riconoscere o nel Rio Bianco o nel Rio Nero, i quali scendono, poco lontani uno dall'altro ed ambedue relativamente ricchi d'acqua, dal versante meridionale della catena di Monte Maggiore. Altri torrentelli notevoli riceve il Natisone nel suo corso superiore, ma una volta uscito, presso Robic, dal suo alto bacino, il fiume, mentre fruisce ancora di notevoli contributi d'acqua da sorgenti (Poiana, Arpit, Naklanz), non ha alcun affluente notevole; un gruppo di questi (Alberone, Cosizza, Erbezzo) si riunisce poi a formare l'Azzida, il quale però, pur raccogliendo le acque di un esteso territorio (113 kmq.), porta, in condizioni ordinarie, alimento assai scarso al Natisone, onde a Cividale, quantunque il bacino sia più che doppio (294 kmq.)[43] di estensione, le portate minime (0,8) sono minori di quelle del Torre a Tarcento.
Le piene del Natisone sono rapide e talora assai notevoli, grazie però all'alveo del fiume generalmente assai incavato, di rado furono causa di danni[44]. Le condizioni di altimetria e pendenza dei letti del Torre e del Natisone sono qui posti a confronto:
| Torre | |||
| PUNTO | ALTEZZA LETTO | DISTANZA DALLE SORGENTI | PENDENZA ‰ |
| m. | km. | ||
| Sorgente | 529 | — | — |
| Vedronza (ponte) | 313 | 5,5 | 39 |
| Tarcento (ponte) | 215 | 11,8 | 16 |
| Confluenza Cornappo | 179 | 17,3 | 6 |
| Zompitta (inferiormente alla diga) | 170 | 19,2 | 5 |
| Strada Udine Cividale | 109 | 30,0 | 5 |
| Ponte ferrovia Buttrio | 75 | 37,3 | 5 |
| Presso Percotto | 55 | 42,0 | 4 |
| Confluenza Natisone | 40 | 47,0[45] | 3 |
| Natisone | |||
| Sorgente (confluenza Rio Bianco-Rio Nero) | 420 | — | — |
| Presso Robic | 244 | 11,7 | 15 |
| Alla sorgente Naklanz | 203 | 16,8 | 8 |
| Pulfero | 179 | 22,0 | 5 |
| Ponte S. Quirino | 126 | 29,5 | 7 |
| Cividale (ponte) | 107 | 34,3 | 4 |
| Premariacco (ponte) | 87 | 40,0 | 4 |
| Ponte ferrovia Udine-Cormons | 57 | 49,7 | 3 |
| Confluenza Torre | 40 | 55,0[46] | 3 |
Questi dati mostrano non solo le minori pendenze del letto del Natisone rispetto a quello del Torre, ma anche le maggiori irregolarità, irregolarità che non crediamo solo apparenti, cioè dovute unicamente alla insufficiente precisione dei dati altimetrici. Qualora le tratte considerate fossero state più brevi le pendenze risultavano però crescenti con minore uniformità nello stesso Torre.
Fra il Torre e il Natisone e fra il Natisone e l'Isonzo è posto per alcuni corsi d'acqua che, anche questi, possono considerarsi quasi indipendenti l'uno dall'altro e dai fiumi maggiori. Da un lato abbiamo la Malina, il Grivò ed il Chiarò[47] i quali, assieme col Lagna affluente del Cornappo, scendono dagli altipiani che culminano con le Zuffine e col Juanes, dall'altro, oltre a ruscelli minori, si ha il Judrio dal corso assai lungo (km. 55), ma con bacino poco esteso (64 kmq. a monte di Prepotto) e poverissimo d'acque negli stati ordinarî anche nel tratto montano; è noto più che altro perchè segna per buon tratto il limite politico fra Italia ed Austria. Il Judrio nelle magre perde del tutto le sue acque nella pianura, per riprenderne una parte verso l'estremo suo corso, non portando all'Isonzo mai meno di 400 litri al secondo.
L'Isonzo.
L'Isonzo. Questo fiume, che limita ad oriente le nostre Prealpi gareggia per importanza col Tagliamento ed ha con questo alcuni caratteri comuni, ma non poche particolarità. Esso, mentre attraversa la zona prealpina (circa 62 km.), conserva ovunque i caratteri di corso montano, poichè trovasi sempre nel fondo di una valle e spesso corre rinserrato fra strette pareti rocciose[48], solo a Gorizia o poco al di sotto esce nel piano, l'alveo si allarga e cominciano, come negli altri fiumi friulani, le divagazioni e le dispersioni, le quali fanno sì che fra Cassegliano e Pieris, per un tratto di pochi chilometri, nelle maggiori siccità il letto rimanga quasi asciutto. Sul suo regime abbiamo notizie sempre incomplete relative a vecchi studî fatti a proposito del problema di irrigare l'agro monfalconese e recenti determinazioni all'idrometro di Gorizia. Anche questo fiume, come il Tagliamento, va soggetto a piene specialmente primaverili ed autunnali, mentre sono stagioni di basse acque l'inverno e l'estate. Sembra che a Gorizia l'Isonzo non abbia mai meno di 12 mc. al secondo, mentre le portate minime ordinarie per la stagione estiva si possono stimare fra 20 e 30 mc. al secondo, per l'invernale da 15 a 20. Si badi che a monte di Gorizia il bacino dell'Isonzo ha una estensione di circa 1600 kmq.[49].
Per l'Isonzo, oltre che osservazioni idrometriche si fanno, a Gorizia, determinazioni di temperatura. Risulta da esse che l'acqua del fiume, eccetto che nei mesi invernali, è più fresca dell'aria, nella media annua di circa 3°, nelle medie di alcuni mesi estivi di 9° e più. Del resto le medie mensili della temperatura dell'acqua del fiume salgono, in modo analogo a quelle dell'aria, raggiungendo generalmente in luglio od agosto i valori massimi e scendendo in dicembre o gennaio ai minimi.