Cividale ab. 21,951
S. Pietro » 13,044
Tricesimo » 13,191
Gemona » 23,984
S. Daniele » 8,766
Faedis » 8,663
Totale ab. 89,599

Si noti però che i cantoni napoleonici non coincidevano se non in parte coi successivi distretti austriaci, sebbene abbiano fornito ad essi la base, e nemmeno con quelli d'oggi. Faedis, per esempio, abbracciava Bergogna e Robedis-ce, più tardi passati all'Austria; Cividale comprendeva Starasella, Patocco, Creda, Boreana, Dolegna, pure appartenenti all'Austria, inoltre i paesi sulla destra del Natisone, oggi dipendenti da S. Pietro, il quale a sua volta si estendeva fino a Luicco e Ravne, oggi austriaci; Gemona abbracciava buona parte del distretto, allora cantone, di Tricesimo, oggi Tarcento, il quale a sua volta aveva parte del suo territorio nell'odierno distretto di Udine[85].

Ed ecco ora la popolazione durante i primi anni del dominio austriaco, rinnovellato nel 1814, secondo il compartimento territoriale promulgato dall'i. r. Governo di Venezia il 30 novembre 1815 ed entrato in vigore il 1º gennaio dell'anno successivo, aggiuntivi gli abitanti nel 1821: S. Daniele ab. 19,542; Gemona 16,853; Tricesimo 11,497; Faedis 9,545; Cividale 19,546; S. Pietro 10,450[86]; totale: 87,433.

Il territorio di questi sei distretti — come pure, presso a poco, di quello degli odierni comuni che da quell'epoca ripetono le loro origini — corrisponde a quello dei cinque distretti da noi considerati in seguito al distacco che venne fatto dal regno Lombardo-Veneto dei più sopra menzionati paesi (Bergogna, Starasella, ecc.) assegnati definitivamente all'Austria, notando inoltre che il distretto di Faedis veniva più tardi conglobato in quello di Cividale, tranne i comuni di Platischis e di Nimis i quali furono uniti a quello che poi in luogo di Tricesimo diventò, come dicemmo, Tarcento; e che di due comuni, pur rimasti nell'ambito del medesimo distretto, il primo cambiò il nome di Collalto in quello di Segnacco, il secondo, cioè Castelmonte, si fuse con Prepotto: perciò i calcoli anagrafici successivi a quello del 1821 cominciano ad essere suscettibili di confronti fra loro per l'intera nostra regione.

Comunque, la sensibile diminuzione delle cifre relative al 1821, rispetto a quelle più sopra ricordate del 1810, dipende non tanto dagli avvenuti restringimenti territoriali, quanto da una reale diminuzione degli abitanti di tutta la provincia causa la carestia onde fu afflitta durante gli anni 1816 e 1817[87] e la conseguente epidemia cui diede luogo. Infatti mentre il numero dei medesimi nel 1815 raggiungeva i 335,623 nei limiti del Friuli odierno, lo troviamo ridotto a 323,861 nel 1818, e nel 1823 non era ancora superiore a 327,497[88]. E nella nostra regione la popolazione del distretto di S. Pietro, come vedemmo più sopra, già nel 1802 aveva raggiunto gli 11,477, mentre ora la vediamo ridotta a 10,450.

Altri due compartimenti territoriali colle relative popolazioni vennero pubblicati nel 1839 e nel 1846. Eccone il prospetto:

1839 1846
Cividale ab. 23,652 ab. 24,525
S. Pietro » 13,497 » 13,658
Faedis » 13,667 » 13,992
Gemona » 21,383 » 22,245
Tricesimo » 15,074 » 15,251
S. Daniele » 23.876 » 24,318
Totale ab. 111,249 ab. 113,989

In 32 anni di dominio austriaco l'aumento complessivo era stato di 26,556, ossia di circa 30%, e di quasi 1% all'anno. Fino a quest'epoca però in Austria i calcoli della popolazione erano fatti dall'Ufficio statistico e topografico di Vienna in base a dati forniti dai parroci e i quali venivano manipolati separatamente e se ne lasciava trapelare solo quanto era giudicato non pericoloso. Fu solo nel 1859 che, rompendola colle troppo prudenti tradizioni del passato, fu dato luogo alla prima seria numerazione da parte di quel Governo: numerazione statistica cui seguirono poi i censimenti italiani del 1871, 1881 e 1901. Eccone i risultati:

1857 1871 1881 1901
Cividale 36,571 38,591 38,637 44,745
S. Pietro 13,892 14,051 14,239 15,699
Tarcento 20,248 25,776 27,678 33,653
Gemona 24,344 27,972 28,886 35,374
S. Daniele 25,205 28,668 31,013 38,452
Totale 120,260 135,058 140,453 167,923

Lo straordinario aumento del distretto di Cividale nel 1857 rispetto al 1846 dipese dall'annessione surricordata al medesimo della maggior parte del distretto di Faedis; quello più che normale di Tarcento dalla pur accennata annessione al medesimo dei due comuni di Nimis e di Platischis.