Fig. 6ª. — S. Silvestro d'Antro (distr. di S. Pietro). Fot. G. Feruglio.
Sui contrafforti montani amano le posizioni soleggiate; e, se più catene sono allineate nel senso dei paralleli, sulle retroposte sono più alti che sulle anteposte, in maniera da superarle coll'altezza; o si trovano in corrispondenza di insellature, così da guadagnare la loro parte di sole e d'orizzonte: esempio tipico i villaggi di Mersino in confronto di quelli di Rodda. Ordinariamente siedono su ripiani orografici appoggiati ad elevazioni maggiori alle spalle, rare volte su dossi isolati, troppo esposti ai venti, come Cras, Costalunga, Coia; più spesso sopra valichi tra una valle e l'altra, come Ravna, Ocnebrida, Clastra, Sedilis.
I massimi centri di popolazione sono lungo la linea di falda della zona montagnosa o collinesca che, come dicemmo, è anche la più popolata; e precisamente allo sbocco delle singole valli, d'importanza proporzionale a quella delle valli stesse. Senza dire di Gorizia, situata dove la massima valle dell'Isonzo riesce sul bassopiano friulano e centro il più ragguardevole della regione prealpina, Cividale ebbe grande importanza in ogni tempo come quella su cui sfocia la valle del Natisone, che è non solo la più amena e ricca di tutte le Giulie friulane, punto di convergenza di un intero sistema di minori vallette, ma è aperta alla testa sulla stessa valle dell'Isonzo unitale mediante l'unica strada internazionale che attraversa le nostre Prealpi. Similmente Cormons, Tarcento, Nimis, Attimis, Faedis sono tutti allo sbocco di valli trasversali più o meno lunghe. Nella valle del Tagliamento, Venzone è prossima alla confluenza della medesima col canale del Ferro; Gemona dove l'alto Friuli settentrionale comincia seriamente ad allargarsi sul piano.
In questo non vi sono punti di convergenza se non a grandi distanze, come Udine, verso cui tutta l'alta e media regione friulana è disposta a semicerchio, perciò i villaggi di territori limitati, come il nostro, sono di grandezza più uniformemente eguali. La loro ubicazione ha anch'essa fondamenti geografici e topografici, ma in generale di più difficile determinazione e, meglio che coll'osservazione diretta, mediante l'esame attento delle carte. Infatti mentre i centri abitati in mezzo ai monti sono visibili da ogni parte nella loro ubicazione e distribuzione, quelli nel piano non sono osservabili se non dall'alto: o dai monti più vicini, fino a una certa distanza; o da edifizi elevati, come i campanili. Comunque, si può stabilire che la esistenza di essi sia dovuta o agli incroci di strade, o alla presenza di sorgenti, o ai guadi di fiumi e torrenti, o a speciali condizioni di fertilità dei terreni, o al fiorire di industrie. Anche ivi però, dove esistono alture, i villaggi tendono ad avvicinarsi alle medesime, senza tuttavia salirvi: così intorno alla collina di Buttrio sono Premariacco, Buttrio, Vicinale, Manzano, Orsaria, Manzinello, Camino, Caminetto; intorno a quella di Rosazzo, Corno di Rosazzo, Dolegnano, Ipplis, Oleis: in alto non vi sono che villeggiature signorili o case sparse[94]. Nell'anfiteatro morenico invece — e allo stesso modo nel Collio — tendono a salire sui declivi e sui dossi ritirandosi dalle bassure, spesso malsane e paludose: ivi si notano quattro centri di maggiore importanza in corrispondenza ai quattro lati di quel gruppo di colline: a nord Buia, dove esso scende sul piano od atrio di Osoppo; ad ovest S. Daniele, centro delle comunicazioni e del commercio fra Gemona e l'alto Friuli da una parte, Spilimbergo e la riva destra del Tagliamento dall'altra; a est Tricesimo e a sud Fagagna dove l'anfiteatro converge colle vie che ne scendono sopra Udine.
E quanto alla forma dei villaggi, questa dipende quasi esclusivamente dalle condizioni orotopografiche a cui i medesimi devono adattarsi, difficile essendo scorgere in essi alcuna accertata traccia d'influenze etniche. In montagna sono accentrati: sviluppantisi parallelamente ai fianchi della montagna stessa, colle case sollevantisi a gradinata se in luogo erto, esempio: Topolò, Masseris, Monteaperta, Micottis, Cesariis; disposti più o meno circolarmente quando su ripiani, o racchiusi in conche, o a cavaliere di dossi e selle. Le vie non vi hanno nessuna regolarità: strettissime, tortuose, a fondo ineguale, spesso coperte di pergole di viti, in molti luoghi con alberi da frutta.
I villaggi nel piano son più regolari e con abitazioni migliori: oggi vengono adattandosi alle strade nuove, costruite o che si vengono costruendo dappertutto, sempre più alterando l'antica fisionomia. Non infrequente è il tipo di villaggio sviluppato lungo una strada, nè mancano esempi di forme a croce o a stella.
Da osservare finalmente che nel piano la popolazione sparsa è più numerosa che in montagna, dove — fatta eccezione del Collio e delle alture moreniche — rarissime sono le case isolate, nonostante le fallacie del censimento. La popolazione sparsa abbonda specialmente intorno ai più grossi centri di Cormons, Cividale, Tarcento, Nimis, Gemona. Il fatto si spiega con ragioni di maggior sicurezza in passato, colla più grande comodità delle comunicazioni, coi vantaggi di ogni specie del risiedere vicino a centri considerevoli, sopratutto pel commercio dei prodotti agricoli, finalmente colle industrie che amano svilupparsi specialmente in prossimità dei medesimi.