Fig. 7ª. — Scrutto (S. Leonardo), tipo di villaggio sviluppato lungo una strada. (Fot. G. Feruglio).

L'emigrazione permanente.

L'emigrazione permanente. Fenomeno demografico dei più notevoli nella nostra regione, comune del resto alla maggior parte del rimanente Friuli, è quello dell'emigrazione temporanea per cui la provincia di Udine ebbe sempre il primato tra tutte le consorelle del Regno, mentre pochissima importanza vi ha l'emigrazione permanente, tranne forse alquanto nei comuni pianigiani.

Infatti, secondo le statistiche ufficiali, la media annua di coloro che abbandonarono definitivamente la patria durante il quinquennio 1895-99 nei cinque distretti fu la seguente: Cividale 78,2, S. Daniele 39,6, Gemona 38, Tarcento 18, S. Pietro al Natisone 3,6[95]; e nel successivo quadriennio 1900-03 fu ancor minore, e cioè: per Cividale 28, per Gemona 18,5 e per Tarcento 17,5; crebbe invece per S. Daniele a 67,5 e S. Pietro a 18[96]. Ma quest'ultimo aumento non è che apparente, poichè proprio intorno il 1903 dai due distretti di S. Daniele e S. Pietro si iniziò quella emigrazione temporanea verso l'America del Nord che, per essere transoceanica, venne impropriamente confusa colla permanente. Ed invero da S. Pietro in quell'anno si recarono oltre l'Atlantico ben 50 partenti e da S. Daniele 122; cifre senza confronto superiori a quelle di tutti gli anni precedenti. Anzi, sto per dire, che quelle stesse cifre più antiche, per quanto tenuissime, non esattamente si riferivano a emigranti stabili, poichè la maggior parte di coloro che già si portarono in America dai nostri paesi, furon visti, dopo un più o men lungo periodo di tempo, ritornare in patria a godersi la posizione economica conquistata nel Nuovo Mondo. Data la quale difficoltà di secernere emigranti stabili da emigranti temporanei anche in ogni altra parte del Regno, giustamente dopo il 1903 la Direzione generale di statistica soppresse la distinzione tra le due forme del fenomeno. Comunque, l'emigrazione propria non ebbe mai importanza reale nella nostra zona, al contrario di quanto già avveniva, e, sebbene in più debole misura, in parte ancora avviene nei distretti del piano.

L'emigrazione temporanea. Lo sviluppo e l'intensità del fenomeno.

L'emigrazione temporanea. Lo sviluppo e l'intensità del fenomeno. Fortissima vi è invece l'emigrazione temporanea che anche qui, come nel resto del Friuli, aumenta a misura si sale verso la montagna, decresce a misura si discende verso il mare, ove prevale l'emigrazione propria. Ciò trova la sua principale, non unica, spiegazione nel fatto economico della proprietà maggiormente frazionata, oltrechè meno redditiva, nei monti, e da cui le famiglie non possono ricavare quanto basti per vivere, costrette perciò ad aumentare le scarse rendite con guadagni che, per un complesso di ragioni ben note, si recano a cercare all'estero; mentre i lavoratori del piano, in gran parte fittavoli, non possono abbandonare i più estesi terreni dei loro padroni e, quando emigrano, preferiscono farlo stabilmente, nulla lasciando dietro a sè a cui il loro cuore sia attaccato durevolmente. Fra le cause d'ordine psicologico, per cui i montanari emigrano più facilmente, oltrecchè il maggiore spirito d'indipendenza proprio di uomini liberi e completamente padroni di sè stessi, v'è chi mette la maggior svegliatezza d'ingegno e il maggior grado d'istruzione di quegli abitanti; ma io credo che la maggiore istruzione sia piuttosto un effetto che una causa della maggiore emigrazione: infatti tra gli alpigiani del distretto di S. Pietro al Natisone, ai quali certamente non si può negare ingegno svegliatissimo, gli analfabeti son più numerosi che negli altri distretti montani della provincia dai quali finora si migrò in ben più forte misura.

Questo movimento dai nostri paesi prealpini verso l'estero ripete le sue origini fin dall'inizio del secolo XVIII; e i notissimi venditori di salumi e frutta al Prater di Vienna, più tardi beneficati di una carta di privilegi da Maria Teresa, erano quasi tutti dei distretti di Gemona e Tarcento. Anche i comuni di Bordano, Trasaghis, Venzone vantano un'emigrazione che risale a qualche secolo: così pure il distretto di S. Pietro contava già un buon numero di fuoruscenti che si recavano in Russia, Croazia e specialmente in Ungheria ad esercitare il commercio girovago, ed a vendere imagini di santi: un tempo nella Slavia italiana si diceva andare in Ungheria per recarsi all'estero, proprio come oggi nel resto del Friuli si usa dire recarsi in Germania.

Ma il fenomeno in allora veniva appena avvertito, e non aveva luogo che dove per la povertà del suolo i mezzi di sussistenza mancavano quasi interamente; cominciò a diventar generale e ad avviarsi verso la straordinaria intensità d'oggi quando in Germania, Austria-Ungheria, Francia, Svizzera si dette principio ai grandiosi lavori connessi coll'enorme sviluppo industriale recente di quei paesi. Dopo di allora, nonostante leggere oscillazioni, è venuto via via aumentando fino ad assumere le straordinarie, impressionanti proporzioni di questi ultimi anni. Secondo i dati ufficiali, durante il quinquennio 1895-9 la media annua degli emigranti dalla nostra regione fu la seguente:

Gemona5899ossia di16,21 %sulla popol. calcolata
S. Daniele5366»13,01 %»
Tarcento3282»10,46 %»
Cividale1590»3,54 %»
S. Pietro al Natisone493»2,97 %»