L'immigrazione slava.

L'immigrazione slava. Quando ciò sia avvenuto non fu ancora dimostrato in modo soddisfacente. J. Baudouin de Courtenay emise anzi l'opinione che possano essere esistiti nella nostra regione fin da tempi antestorici[128]: opinione la quale non deve sembrar poi tanto strana oggi che sulla origine e degli Arii in genere e degli stessi Slavi in ispecie esistono così contradditorie ipotesi. Essi vi avrebbero occupate le montagne, mentre sul fondo delle valli più ampie erano forse altri popoli di maggior civiltà dei quali soli perciò ci son rimaste tracce nei trovamenti archeologici. Gli Slavi passarono inavvertiti ed entrarono tardi nella storia perchè questa si occupa principalmente di popoli guerrieri, avvezzi con gesta belliche a far rumore intorno al proprio nome.

Di essi comincia a far sicuro cenno appena nel VI secolo dopo Cristo, quando li vediamo sui confini d'Italia, prima accanto agli Avari e poscia da soli lottanti con varia fortuna contro i Langobardi forogiuliesi. Sotto Vettari sembra fossero stabiliti definitivamente almeno fin presso l'odierno ponte di S. Quirino[129]. Più tardi sotto i Franchi, importati o accettati in qualità di coloni in molti luoghi del piano, diserti da guerre e da pesti, analogamente a quanto avvenne nell'Istria, fondarono parecchi nuclei di popolazione che si protesero fin oltre il Tagliamento, come dalla toponomastica ci viene provato a esuberanza[130].

Ma nel piano, quantunque arrivati più tardi, dove formarono delle isole linguistiche disperse, non seppero mantenersi, venendo presto assorbiti dal soverchiante elemento friulano: ben vi riuscirono in mezzo ai monti, quantunque, come vedremo, ridotti di molto, non per deliberato proposito di resistenza, ma unicamente perchè ivi più debolmente si fe' sentire l'influenza degli elementi preponderanti in pianura, oltrechè perchè si appoggiano colle spalle agli slavi austriaci, coi quali formano un'unica massa etnica.

Soggetti, come il resto del Friuli, prima ai Patriarchi, poscia a Venezia, le furono più che fedeli affezionati, tanto da ottenerne rispetto delle proprie consuetudini, autonomie amministrative, esenzioni da gravezze ed altri privilegi. Amanti di libertà, perciò odiatori del regime austriaco, insorsero contro di esso, come gli altri friulani, nel 1848 e parteciparono con entusiasmo alle guerre per l'indipendenza[131].

Nè oggi sotto il libero e democratico governo d'Italia, pienamente rispondente all'indole loro, sono certo fra i meno buoni cittadini.

Il numero degli Sloveni del Friuli.

Il numero degli Sloveni del Friuli. Ma qual'è la cifra da essi raggiunta in Friuli? Il censimento del 1901, procedeva alla statistica degli alloglotti dimoranti entro i confini del Regno. Senonchè, anzichè tenere conto dei singoli individui, provvide alla numerazione delle sole famiglie parlanti idiomi stranieri. Ed ecco il riassunto di quelle parlanti slavo nella zona da noi considerata[132].

DISTRETTI Comuni Numero delle famiglie che parlano abitualmente lo slavo Numero complessivo delle famiglie
S. Pietro al Natisone S. Pietro 573 589
Drenchia 218 218
Grimacco 261 261
Rodda 254 257
S. Leonardo 448 449
Savogna 297 299
Stregna 294 294
Tarcetta 328 329
2673 2698
Tarcento Lusevera 469 484
Platischis 540 560
1009 1044
Gemona Montenars 112 115
Cividale Attimis 295 311
Faedis 280 320
Torreano 122 122
Prepotto 208 355
905 1108
Moggio Resia 1077 1083
Totale generale 5776

Si hanno complessivamente 5776 famiglie che, in ragione di 5.5 membri ciascuna, danno un totale di 31,768 individui, comprendendovi i resiani.