In questa zona tutte le comuni culture sono rappresentate. Tra le piante in rotazione occupa il primo posto il maiz pel quale si hanno grandi cure dandosi la preferenza alle varietà nostrane gialle, precoci e ben pagate anche sul mercato, più che alle americane difficilmente maturanti. La produzione relativa è di qt. 27.06 per ettaro, superiore alla media delle zone da noi considerate: più alta nei comuni orientali dell'anfiteatro, come Cassacco (29.43), Tricesimo (28.77), Segnacco (27.35), che in quelli occidentali di Ragogna (18.99) e Fagagna (20.87)[195].

Segue per importanza il frumento con una produzione relativa media che nell'anno 1907 fu di qt. 14.79 per ha.: vi predominano le varietà nostrane, quantunque da pochi anni siano state introdotte e vengano coltivate con successo pure le varietà cologna, rieti, victoria. L'aratura alla pari, la semina a macchina, l'uso di appropriati concimi chimici ne vengono aumentando ogni anno la produzione già piuttosto scarsa[196].

Tra le colture secondarie la saggina è coltivata in tutti i comuni, specialmente a S. Daniele (qt. 1330), Rive d'Arcano (792), Ragogna (434); assai meno negli altri: così pure il cinquantino come succedaneo del frumento, nonostante richieda molto lavoro, dia poco reddito e sia di scarso valor nutritivo; la segala che, amante di terreni magri, da un massimo di qt. 987 a S. Daniele, discende a un minimo di qt. 29 a Segnacco; ultimi vengono l'avena e l'orzo che è quasi incoltivato.

Meno considerevole che nella zona precedente è la produzione dei fagiuoli (qt. 2508) e delle patate (qt. 11744). Di quelli la massima quantità dànno i comuni di Majano (qt. 352), Fagagna (391), S. Daniele (333), Rive d'Arcano (120) e Ragogna (128); assai meno gli altri. Per patate primeggiano S. Daniele (1439), Colloredo di Montalbano (1677), Majano (1230), Fagagna (1350), Tricesimo, (1365), Buja (926); ultimi vengono Cassacco (235), Treppo Grande (577) e Segnacco (617). La produzione massima fu di 152.5 per ha. a Segnacco, minima di 66.5 a Moruzzo.

Coltivazione caratteristica, specialmente dei comuni di Fagagna e Tricesimo, è quella degli asparagi di cui il primo produce 40 e l'altro 90 qt. l'anno.

Fra le piante legnose coltivatissimo è il gelso, e per quantità di bozzoli questa zona supera tutte le altre della regione prealpina, come risulta dal seguente specchietto relativo alla produzione dei medesimi:

1906 1907
Buia Ql. 46.000 Ql. 48.000
Cassacco » 14.300 » 16.000
Segnacco » 15.600 » 17.200
Treppo Grande » 11.040 » 11.700
Tricesimo » 42.000 » 46.200
Colloredo di Montal » 10.170 » 11.800
Fagagna » 16.500 » 17.000
Majano » 17.600 » 19.000
Ragogna » 11.660 » 12.700
Rive d'Arcano » 13.500 » 15.000
S. Daniele » 31.900 »
Moruzzo » 10.800 » 12.800

La vite è coltivata a sufficienza, se non quanto potrebbe esserlo.

I vitigni più comuni sono il frontignan, il merlot, il refosco, il blau fränkis, il verduzzo. La produzione complessiva di vino pei comuni appartenenti alla zona da noi considerata fu di ettolitri 24.325 pel 1906 e di 30.945 pel 1907, col massimo nel comune, in parte eocenico, di Buia e il minimo in quello di Rive d'Arcano[197].

Anche i frutteti hanno pochissima importanza nell'anfiteatro morenico. Nelle statistiche da noi compulsate furono prese in considerazione solo 200 qt. di castagne in quel di Buia e pel valore di 2000 lire in quel di Ragogna, oltre a circa un migliaio di lire tra pere e mele in quest'ultimo comune.