[1.] Histor., L. III, c. 8.
[2.] Rerum Gestarum, XXXI, 16.
[3.] Nat. Hist., III, 25 (28).
[4.] Cfr. G. Marinelli, Nomi propri orografici, Alpi Carniche e Giulie, «Annali dell'Ist. Tecnico di Udine», 1872; — Le Alpi Carniche, nome, limiti e divisioni nella storia e nella scienza, «Boll. d. Cl. A. It.», 1887.
[5.] Vedi su questo argomento, oltre gli scritti di G. Marinelli, citati alla nota precedente, Musoni (F.), Del nome «Alpi Giulie», «Pagine Friulane», 1903, pag. 1-3 e «Atti del Congresso internazionale di scienze storiche» (Roma, Aprile 1903), Vol. X, Roma, 1904, pag. 309-315; Bartoli (M. G.), Lettere Giuliane, Capodistria, 1903.
[6.] Diamo qui in nota gli elementi relativi alla posizione geografica di alcune delle località più notevoli del territorio da noi considerato, desumendoli, per i punti italiani, da: Istit. Geogr. Mil. Elementi geodetici dei punti contenuti nei fogli 13-14 della Carta d'Italia, Firenze, Barbera 1897 o da Elementi geodetici dei punti contenuti nei fogli 25-26 (Udine-Cividale) della Carta d'Italia, Firenze, 1899; e, per quelli austriaci, da: Militargeogr. Inst., Die Ergebnisse der Triangulierungen, IV Bd., Wien, 1906:
| Località | Latit. nord | Long. est da Roma | Long. est da Greenwich |
| Resiutta (campanile) | 46°23′27″ | 0°46′ 1″ | 13°13′13″ |
| Gemona (torre del Castello) | 46°16′33″ | 0°41′16″ | 13° 8′29″ |
| S. Daniele (campan. del duomo) | 46° 9′35″ | 0°33′33″ | 13° 0′46″ |
| Tarcento (camp. della chiesa) | 46°12′56″ | 0°46′13″ | 13°13′25″ |
| Cividale (campanile del duomo) | 46° 5′33″ | 0°58′46″ | 13°25′59″ |
| Gorizia (duomo) | 45°56′34″ | 1°10′21″ | 13°37′33″ |
| Tolmino (campan. della chiesa) | 46°11′ 5″ | 1°15′13″ | 13°42′25″ |
La differenza di latitudine fra i punti estremi qui considerati è appena di 27′ (cioè di 27 miglia = 50 km.), quella di longitudine di meno di 42′, cioè di meno di 3 minuti in tempo. Rispetto all'ora del meridiano dell'Europa Centrale (15° ad E di Greenwich) è una differenza da 5 a 7 minuti; per passare dal tempo locale (meridiane) a quello «civile» non basta però mandare innanzi gli orologi di quei 5, 6 o 7 minuti, ma conviene fare anche la correzione dipendente dalla circostanza che gli orologi sono regolati col tempo «medio», non con quello «vero» e il primo si discosta dal secondo fino a 14 minuti in più nel febbraio e 16 in meno nell'ottobre. Per passare dal tempo vero locale (meridiane) a quello medio dell'Europa centrale può essere utile la tabella pubblicata dal sen. Di Prampero nel suo op. L'ora esatta in Friuli, Udine, tip. Doretti, 1898. Dei fusi di 15′ (corr. a un minuto in tempo) in cui il Di Prampero ha suddiviso il Friuli, uno prende il nome da Cividale, esso racchiude le località poste nella parte media delle nostre prealpi, mentre quelle ad occidente fan parte del fuso di Udine; quelle ad oriente pertinenti ad un terzo fuso, non sono considerate, perchè fuori della provincia. I tre fusi portano i numeri 28, 29 e 30 nella serie dei 48 in cui ha diviso l'Italia il Rajna (L'ora esatta dappertutto, Milano, 1897).
In nessuna delle località comprese nel nostro territorio, vennero fatte determinazioni degli elementi del magnetismo terrestre, salvo che a Gorizia (Liznar, Eine neue magnetische Aufnahme Oesterreichs, «Sitzungsber. d. Ak. d. Wissensch. in Wien. Math. Naturw. Classe», 103, Wien 1894, pag. 48). Limitandoci qui alla declinazione magnetica, elemento la cui conoscenza può avere, anche praticamente, maggiore interesse, indicheremo come essa fosse a Gorizia 13° 58′, 5 nel 1850, 10° 25′, 3 nel 1890 e si può quindi calcolare attualmente di circa 8° 39′, sempre occidentale. Del resto possiamo aggiungere come, secondo quanto risulta da Tacchini, Sulle carte magnetiche d'Italia eseguite da C. Chistoni e L. Palazzo (estr d. «Ann. Uff. Centr. di Met. e Geodin.», vol. 14, parte I, 1892, Roma 1893), attualmente nel nostro territorio essa deva oscillare fra 8° 30′ (verso l'Isonzo) e 9° (verso il Tagliamento).
[7.] Storia Fisica del Friuli, S. Vito, 1841. Cfr. su questa opera e su quelle citate appresso: Marinelli (O.), La illustrazione geografica del Friuli ed una lettera inedita di Antonio Zanon, «In Alto» 1905.