Bestonio hidruntino: fu l'inventore della bevanda detta piratio: perche de peri si faceva: & pigliavasi in luogo di vino. S. Gerolamo contra Ioviniano persuade à Thimotheo, che non piratio, ma vino ne l'avenir beva per il stomaco mal conditionato.

Callimeno pendonio: fu inventore del zitho, che si fa in Egitto, del medesimo autore è inventione la bua: bevanda da fanciulli, de laquale Catone fa ne suoi scritti grata memoria: il medesimo fu inventore della Celia, & della cerea che si fa in ispagna: & della Cervisia gallicana: laquale, se non si adacqua, imbriaca come fa il vino.

Hippocrate di Coo medico eccellentissimo: fu inventore della ptisana: fassi d'orgio: fanne di questa mentione Martiale nel XII.

Gregorio buccalino dalmatino dell'isola di mezo: fu l'inventore della bevanda detta Sabaia: fassi d'orgio, & di frumento, & è bevanda piu usitata da poveri, che da ricchi.

SUISNETROH, SUNDAL,
ROTUA TSE

BRIEVE APOLOGIA DI M.
ORTENSIO LANDO, per l'autore del pre-
sente Chata-
logo.

Mi par d'udir mormorare alcuni scioperati, & licentiosi, & dire, che questo cathalogo sia per la maggior parte finto: & perciò io come consapevole delle molte fatiche dell'autore: hò succintamente segnato i nomi di coloro dell'opra de quali s'è servito: & primieramente dirò, che questo valent'huomo s'è prevaluto dell'opera di Ephoro Cumeo, che scrisse in vintisette libri l'historia di Galeno imperadore, di Ibico Regino famigliare di Policrate tiranno: di Geronimo Rhodio scrittore de fatti di Demetrio Poliorcete, & di Dione pruseo, ilquale scrisse dieci libri delle virtù di Alessandro (il magno) s'è servito anchora molto di Calistene Olinthio, & di quel Calisto, che scrisse in verso heroico l'historia di Giuliano principe: s'è anchora (se non sapete) servito di Cherilo Samio, & di Clearco solense, che scrisse de Varia historia: trovo di piu legendo i scritti di Actio Pisauriense, di Terentio Scauro, di Hiperide emulo di Demostene, di Trasimacho, di Theopompo Unidio, & di Gn. Potamone: che molto di loro s'è nel suo cathalogo servito, & halli diligentemente, & letti, & riletti: Se voi lettori ne vorrete di questo far l'isperienza, la potrete commodamente fare, à me basta d'haverveli addetati, ne vi paia già maraviglia, che i sopradetti scrittori si antichi & rari, li sieno pervenuti alle mani: essendo egli huomo di miserabile fortuna: imperoche fu costui longo tempo posseditore de la libraria di Gordiano imperadore, dove furono sessantadue mille volumi: ha vedute le librarie Pergamene, delle quali favellando Plutarco, scrive che ne contenessero ducento mila: costui rimase herede delli libri di Tirannione grammatico, che furono tre milia: ne sol di questi, ma di quelli anchora fu herede quai lasciò Triphone libraio del quale Martiale favellando, scrisse, Non habeo se habet Bibliopola Triphon, alqualle Triphone scrisse già Quintiliano nella Epistola liminare delle sue oratorie institutioni, siche parve lettori, ch'egli habbi havuto il modo di scartabellare, & di ritrovare quel che à molti altri stette longo tempo nascosto? molte cose hà egli pretermesso di dire per esser il piu amico della brevità che mai ponesse penna in carta: non altro dico: State sani lettori, & pregate Iddio doni longa vita à questo nostro prosatore, che io vi prometto, che s'egli campa, che del molto scrivere non cederà à Chrisippo, non à Servio Sulpitio, non ad Atteio Capitone, non ad Empedocle, non finalmente ad Aristarco discepolo di Aristophane grammatico, ilquale scrisse piu di mille commentari.

Di Vinegia alli XXIII de Settembre.

NOTE: